Casadei-Lucca. Se il calcio sostenibile non è giovane

Uno va a giocare nell'Ajax, l'altro è cercato dal Chelsea. C'è da chiedersi quali siano i motivi che spingono il calcio italiano a ignorare il prodotto del vivaio tricolore

Casadei-Lucca. Se il calcio sostenibile non è giovane

Uno legge del trasferimento di Lucca, perticone del Pisa, centravanti sottoposto forse a un eccesso di valutazione dopo un mese di buone prove e un discreto mucchio di gol («chiediamo 10 milioni!») nel passato torneo di B e pensa che si tratti di una trovata dell'Ajax, club da sempre con la fissa del lancio dei giovani. Poi invece aggalla la notizia dell'interesse, concreto, del Chelsea, su suggerimento personale di Tuchel, di Cesare Casadei, centrocampista della primavera dell'Inter, 19 anni, considerato uno dei talenti più promettente del vivaio azzurro (under 19), e qui spunta il sospetto che ci sia un evidente corto circuito nel calcio italiano a cui porre rimedio. Ed è il seguente: il nostro non è un Paese per giovani. Succede nel lavoro, si ripete puntualmente anche nei campionati dove pure risulterebbe vantaggioso accendere i riflettori su questa categoria di calciatori.

Casadei è venuto alla ribalta delle cronache di calcio-mercato in occasione della trattativa Inter-Torino per Bremer. Si intuiva al volo che c'era una scelta ponderata del club granata per mettere le mani sul giovanotto romagnolo. E che l'Inter ne valutasse le potenzialità è confermato da un altro dettaglio: la volontà di ritagliarsi la clausola di recompra per evitare il rischio di un altro caso Zaniolo, capostipite di questo fenomeno.

A questo punto c'è soltanto da chiedersi quali siano i motivi che spingono il calcio italiano a ignorare il prodotto del vivaio tricolore.

Si possono riassumere in tre fattori: 1) mancanza di coraggio da parte degli allenatori sospinti a rivolgersi ad atleti collaudati piuttosto che a esordienti da formare; 2) dislivello tecnico tra torneo primavera e campionati professionisti; 3) la famosa norma fiscale secondo cui agli stranieri viene riservata una tassazione ridotta rispetto agli italiani.

Per rimettere in funzione un processo virtuoso forse bisognerebbe partire dalla prima questione di fondo, il coraggio dei tecnici con il sostegno naturalmente di club, tifosi e media.

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