Ceferin, fine stratega dagli occhi di ghiaccio

Il presidente dell'Uefa poteva finire travolto dai secessionisti, ma ne è uscito da trionfatore

Ceferin, fine stratega dagli occhi di ghiaccio

Quando si va in guerra, non si può pareggiare. C'è chi vince, e c'è chi perde. E poi c'è chi stravince, tanto da potersi permettere di diventare magnanimo dopo essere stato fustigatore. Non c'è dubbio che il grande trionfatore di questa battaglia socioeconomicopallonara, diventata pantomima nel giro di poche ore, sia Aleksander Ceferin da Lubiana.

Che il presidente dell'Uefa fosse un tipo risoluto e sicuro di sé lo si sapeva. D'altra parte non si diventa capo di uno delle maggiori istituzioni sportive al mondo a 49 anni per caso. Ma che fosse in grado di tenere testa al gotha del calcio europeo a testa alta come ha fatto forse non se lo aspettavano tutti. Avvocato, dirigente di una società di calcio a 5 e presidente della federazione slovena prima del grande salto all'Uefa, subito ha criticato la sporca dozzina che ha osato puntare alla scissione. Poi ha attaccato frontalmente le persone da cui si è sentito personalmente tradito, su tutti quell'Andrea Agnelli che lo aveva scelto come padrino al battesimo della figlia e per cui ha usato parole durissime. Dunque ha minacciato sanzioni, battaglie legali e ha difeso il suo territorio. Alla fine, quando, la SuperLega si è trasformata una superfarsa, ha teso la mano a tutti, interpretando il ruolo del buon padre di famiglia che perdona i figli scavezzacollo. «È ammirevole ammettere un errore e questi club hanno fatto un grosso errore. Ma ora sono tornati all'ovile e so che hanno molto da offrire non solo alle nostre competizioni ma a tutto il calcio europeo», ha detto. E in queste parole ci sono lo spessore del dirigente e dell'uomo. Certo, non uno stinco di santo a capo di un ente benefico, ma un fine stratega che, una volta vinto, anzi stravinto, ha capito che non era il caso di umiliare gli avversari. Meglio guardare avanti, anche se in molti scommettono che la vendetta arriverà, prima o poi.

Altro capitolo aperto: il capo dei frondisti, Florentino Perez, lo aveva accusato di non rendere pubblici gli stipendi dell'Uefa. In realtà, consultando il bilancio, si apprende che Ceferin ha incassato per la stagione 2019/20, 2.421.539 franchi svizzeri lordi (pari a circa 2,19 milioni di euro), con un aumento (auto concesso) di circa 450mila euro rispetto alla stagione precedente. Niente a che vedere con un ente benefico, appunto, ma tutto noto. Un Superstipendio, forse adeguato per chi ha vinto la guerra del pallone, schiacciando i ribelli e cancellando la SuperLega.