La Champions degli opposti. I panzer contro gli sceicchi

La tradizione del Bayern e i milioni del Psg Conti e strategie, tra le due società sono scintille

La Champions degli opposti. I panzer contro gli sceicchi

Due schieramenti, uno opposto all'altro. In campo, questa sera allo stadio Da Luz di Lisbona (fischio d'inizio alle 21, arbitra l'italiano Orsato), ma soprattutto fuori. Perché Bayern Monaco e Psg rappresentano due volti della stessa medaglia, anzi, dello stesso sport. La tradizione contro il progresso. Il Bayern, che da Thomas Müller e David Alaba, cresciuti nel settore giovanile del club, fino a Goretzka, Neuer, Gnabry e Kimmich rappresenta la Baviera e la Germania, e punta sul senso di appartenenza, contro il Psg, che è invece più che altro una raccolta di figurine rarissime e costosissime che il tecnico di turno deve riuscire a sistemare nel modo corretto.

Non è un caso che le due società non siano propriamente amiche. Le tensioni sono cominciate proprio nel 2017, quando il Psg decise di spendere 222 milioni per Neymar: «Certe cifre non vogliamo e non possiamo spenderle. Noi abbiamo un'altra filosofia affermò Rummenigge, amministratore delegato del Bayern Durante l'operazione Neymar mi sono chiesto: per noi sarebbe meglio avere l'Allianz Arena o Neymar? E devo dire che ci teniamo stretto il nostro stadio, anche se l'operazione Neymar in realtà è costata ancora di più». Anche Uli Hoeness, all'epoca presidente dei bavaresi, si disse contrario a una spesa del genere: «A me Neymar non sembra così bravo...». Durante l'ultimo Psg-Bayern (proprio del 2017...) i tifosi bavaresi lanciarono pacchi di banconote (false) da 500 euro addosso a Neymar quando il brasiliano andò a battere un calcio d'angolo sotto la loro gradinata. Insomma, c'è tensione.

Il Bayern, inoltre, non ha digerito la decisione di France Football di non assegnare il Pallone d'Oro per il 2020, l'anno in cui Lewandowski a furia di titoli (per ora Coppa e Campionato, ma stasera può vincere il triplete...) e di gol (55 in 46 partite) sembrerebbe il favorito. Con Neymar e Mbappé che potrebbero insidiarlo, specie se dovessero risultare decisivi nella finale di Champions League di questa sera, Rummenigge sta cercando di convincere il presidente della Uefa Gianni Infantino a trovare il modo di assegnare comunque il trofeo. Curiosamente, inoltre, tolte le polemiche sopracitate, Bayern-Psg sarà anche la finale delle squadre mischiate. Il club bavarese è infatti pieno di francesi, così come il Psg si affida a molti tedeschi. A Parigi, oltre a mister Tuchel, ci sono Arno Michels (vice allenatore), Rainer Schrey (preparatore atletico), Benjamin Weber (video-analista) e, fra i giocatori, Kehrer, Draxler e Choupo-Moting. Nel Bayern ci sono invece i francesi Lucas Hernandez, Pavard, Tolisso, Coman e Cuisance. Insomma, i due schieramenti, in realtà, qualche punto di contatto ce l'hanno pure, ma partono da filosofie completamente diverse. La tradizione contro il progresso. Il Bayern, all'undicesima finale della propria storia (aggancia il Milan, solo il Real, con 16, ha fatto meglio), contro il Psg, debuttante a questi livelli. Per questo oggi a Lisbona si affronteranno due schieramenti. Uno l'opposto dell'altro.

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