Chiesa al centro del villaggio di Pirlo. Dybala e i senatori verso l'addio

Già partite le grandi manovre per il futuro. Partenze eccellenti, si punterà su giovani di talento. E anche la dirigenza è a rischio

«Il buco con la menta intorno» era lo spot di certe caramelle di qualche anno fa. Adattato alla Juve che verrà, potrebbe diventare «Chiesa, con tutti gli altri intorno». Perché è un fatto che la disastrosa eliminazione dalla Champions imporrà alla Signora di rifarsi non solo il trucco, ma anche la sostanza. Non potendo prescindere dal figlio di Enrico: arrivato a Torino da meno di una stagione e diventato in fretta imprescindibile, al punto che nel post tracollo è stato tra i pochi a metterci la faccia. Lui e De Ligt, più Cuadrado: due ragazzini o poco più e un senatore, non però di quelli storici a tutti gli effetti. Il che, a dirla tutta, stona parecchio: dopo una figuraccia del genere, sarebbe stato il caso che si presentassero loro a spiegare quanto accaduto e a chiedere scusa al popolo bianconero. A ben vedere non ne ha però sentito l'esigenza nemmeno Andrea Agnelli che invece si era palesato nel 2018, 2019 e 2020 e allora è inutile meravigliarsi: la Juve è andata in corto circuito e per ripartire serviranno uomini ed entusiasmo nuovi. Con Pirlo, ieri omaggiato del Tapiro d'Oro, probabilmente ancora alla guida visto che nella pancia dello Stadium l'allenatore non ha mostrato segni di cedimento e, anzi, ha confermato di «avere parlato con il presidente, con il quale abbiamo ragionato sul futuro. Non mi ha rassicurato perché non ce n'era bisogno. Il progetto è iniziato e si va avanti con quello».

Ammesso che sia tutto vero, tanto andrà comunque cambiato. Persino al netto della permanenza (improbabile) di Ronaldo. Perché, oltre al portoghese, la sensazione è che questi ottavi di finale abbiano scritto la parola fine sulla carriera in bianconero di tanti giocatori, quasi tutti con ingaggi faraonici non legittimati da quanto prodotto sul campo. Alcuni si faranno da parte per raggiunti limiti di età (Chiellini, magari anche Buffon), altri saranno ridimensionati (Bonucci), altri ancora si cercheranno di salutare come accaduto recentemente per esempio con Khedira: Ramsey, Bernardeschi, gli stessi Rabiot, Dybala (che non rinnoverà) e Bentancur potrebbero cambiare aria o per lo meno essere messi in discussione. Si cercheranno poi qualità e gioventù: Locatelli e Aouar (Lione) i primi nomi per il centrocampo, per poi magari riparlare con l'Atalanta del futuro di Romero, teoricamente in prestito a Bergamo fino a giugno 2022. Quanto all'attacco, se davvero si arriverà al divorzio con Ronaldo e sarebbe strano se ciò non avvenisse potrebbe tornare calda la pista Icardi. Prima di tutto, però, bisognerà che Agnelli decida a chi affidare la rifondazione: Paratici e il suo staff, in scadenza a giugno, erano pressoché certi della riconferma. Adesso lo scenario potrebbe cambiare e coinvolgere anche la parte dirigenziale: gli errori nella costruzione del gruppo attuale sono sotto gli occhi di tutti, la gestione delle ultime due stagioni anche. Se poi si riuscirà anche a recuperare un minimo dello stile Juventus, evitando per esempio di vedere a fine partita il vice-presidente Nedved prendere a calci un tabellone dell'Uefa con su scritto Respect, meglio ancora.

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