Ciro vs CR7, sfida a distanza. Ma la Juve tradisce Ronaldo

Immobile a -1 dal record marcatori di Higuain. La Signora crolla a Cagliari: è il 6° ko stagionale

La notte sull'isola è amara per una Juve con la pancia piena e per Cristiano Ronaldo. Salvo miracoli contro la Roma (stile poker di reti che ha infilato l'ultima volta alla Lituania con la nazionale a settembre 2019), il fenomeno portoghese dovrà probabilmente rinunciare a uno dei pochi primati che ancora gli manca: il titolo di capocannoniere in Italia. Lo lascerà ancora a un italiano: l'anno scorso fu Quagliarella, quest'anno sarà Immobile. Due ex della Juve, ironia della sorte, anche se Ciro ha vissuto più le giovanili bianconere che la prima squadra.

Nella notte isolana con lo scudetto già in tasca, CR7 ha avuto la libertà di spaziare sul campo e giocare meno per la squadra, alla ricerca di quel gol che avrebbe tenuto accesa la speranza anche per la Scarpa d'Oro. Trofeo che ha già vinto 4 volte, ma che stavolta è saldamente nelle mani di Immobile. A Cagliari la squadra di Sarri - pure in versione ritoccata, ieri era titolare il giovane Muratore già ceduto all'Atalanta, spazio anche per Zanimacchia, Peeters e Olivieri - è apparsa vulnerabile pur tirando una ventina di volte verso la porta del Cagliari. Nei 9 campionati di tirannia non aveva mai incassato 40 gol (ieri c'è stata gloria per il classe 2000 Gagliano alla prima da titolare in A, una rete e un assist per Simeone) e soprattutto non aveva mai perso sei gare. Tutte esterne per altro, un paradosso nella stagione in cui in A si è registrato il record di punti in trasferta. Un campanello d'allarme in vista della sfida Champions con il Lione sempre più imminente. Servirà più velocità nella manovra, ritrovare Dybala e «blindare» la porta. E soprattutto avere i gol di CR7.

Che in campionato lascia strada a Immobile. Le sirene inglesi continuano a suonare (ora c'è anche quella dell'Everton di Ancelotti, sul piatto un'offerta da 55 milioni di euro), persino il Barcellona avrebbe sondato il terreno. Ma il presidente Lotito è irremovibile: Ciro non si muoverà da Roma. «La Lazio del futuro sarà costruita intorno a Immobile», assicura il ds Tare. Intanto Ciro continua a fare gol. Pesante quello segnato al Brescia (il 35° in campionato) che gli consente il sorpasso sull'attaccante del Bayern Lewandowski nella classifica della Scarpa d'Oro e lo avvicina ai tre obiettivi personali di stagione - gli altri sono il titolo di capocannoniere e il record di gol di Higuain -. Ci ha provato più volte Ciro a mettere la palla in rete contro un avversario che, pure retrocesso, non ha voluto recitare il ruolo di sparring partner. Fino a quando Correa, ricambiando l'assist per il suo nono gol, non lo ha liberato con la difesa delle Rondinelle mal posizionata: facile per il centravanti mettere dentro di destro il 35° gol in campionato. Uno in meno del Pipita che fece il primato nell'ultima stagione a Napoli, proprio dove Ciro dovrà cercare di uguagliarlo sabato. Il palo esterno a tempo scaduto gli ha infatti negato la gioia dell'aggancio storico all'Olimpico.

Simone Inzaghi come Zoff (202 panchine con la Lazio) e tiene nel mirino almeno il terzo posto. Ciro si gode i suoi numeri da record: « Odio quando devo fare per forza gol, ma dovevo superare Lewandowski e staccare Ronaldo e i miei compagni mi hanno aiutato. Sono contento delle parole di Tare, non è la prima volta che spende parole al miele per me».

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