Il Milan di Pioli conferma: il prossimo tecnico faccia "correre" questo gruppo

Milan di Pioli, così no. Proprio no. Immeritato per il club, la sua storia, i suoi tifosi in amore e in tensione per la scelta del prossimo condottiero, quell'epilogo imbarazzante col Toro di sabato sera

Il Milan di Pioli conferma: il prossimo tecnico faccia "correre" questo gruppo
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Milan di Pioli, così no. Proprio no. Immeritato per il club, la sua storia, i suoi tifosi in amore e in tensione per la scelta del prossimo condottiero, quell'epilogo imbarazzante col Toro di sabato sera. Tre gol subiti come non accadeva dal 1959, tre gol come già puntualmente avvenuto contro il Sassuolo (ieri retrocesso aritmeticamente in B) e con il Genoa, segno di una fragilità difensiva che non è e non può essere solo colpa di una qualità scadente dei calciatori. Le cifre, in tal senso, non mentono mai. Quest'anno il Milan è stato un colabrodo: complessivamente, tra campionato e coppe, ha collezionato la bellezza di 63 gol subiti in 51 partite mentre ne ha segnati 96. È successo soltanto in due precedenti stagioni, dal 2013 al 2015 (49 e 50 gol subiti solo in campionato). C'è dunque anche una questione di schieramento e di strategia tattica: i due guardiani degli argini, Kalulu a destra e Terracciano a sinistra, andavano in giro per il campo senza mai presidiare le loro zolle a tal punto che proprio lì sono nati i primi due gol di Zapata e Ilic. E se, per assurdo, qualcuno a casa Milan avesse coltivato la speranzella di riproporre, in extremis, la conferma di Pioli, beh quella prova di sabato sera l'avrebbe spazzata via. Anche perché il ragionamento che sta a capo dello schieramento deciso («ho promesso che farò giocare tutti») può valere per la tournèe di fine campionato, non per il Milan con un secondo posto da onorare fino in fondo. E inoltre le parole spese dopo da Pioli («da mesi si parla del mio futuro, non è facile seguire l'allenatore in questi casi») hanno il sapore amarognolo di una spiegazione che non è confermata dai fatti.

Lo stesso Pioli deve ammettere che dinanzi alle indiscrezioni giornalistiche sul suo futuro, il club ha sempre replicato con una sola tesi («Pioli resta») attraverso gli interventi di Scaroni e di Furlani che pure hanno fatto infuriare i tifosi, specie quelli del pioliout che furoreggiano sui social. Di qui un avvertimento per il club: scelgano chi vogliono come prossimo allenatore, ma scelgano uno capace di mettere sotto pressione questo gruppo che non è capace di stare sul pezzo 10 mesi all'anno!

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