Conte frena ancora. E due positivi al Parma

Il premier: "Mancano garanzie per riprendere". Verso il cambio del protocollo

Franco Ordine

La frustata di Ibrahimovic sul viso di politica e calcio italiani vale più di un editoriale in prima pagina. Ha scritto un post su Instagram: «Grazie Bundesliga: loro dicono e fanno». Perfetto. Ma qualcosa si muove anche da queste parti, finalmente. Innanzitutto la lezione per i furbetti della partitella: ieri ispettori della procura federale, allertati da Gravina, hanno fatto un blitz a Formello per controllare la tipologia degli allenamenti individuali organizzati dalla Lazio. Stessi controlli anche al Napoli con Gattuso che agli inviati del procuratore ha replicato: «Questa è una società modello che non ha nulla da nascondere». Sarà un avviso ai naviganti. Mentre sono una doccia gelata le parole del premier Conte: «Ripartono gli allenamenti di squadra. Ma per avventurarsi a fare una data per la ripresa del campionato bisogna avere qualche garanzia in più che ora non c'è. Bisogna prima capire e aspettare che si realizzino le condizioni di massima sicurezza». E aggiunge: «Il ministro Spadafora è molto responsabile».

I dubbi si alimentano anche con l'annuncio del Parma di due giocatori messi in isolamento dopo essere risultati positivi al primo tampone e negativi al secondo (almeno tredici in totale i positivi in serie A). Il club emiliano è comunque stato il primo ad annunciare gli allenamenti di squadra per domani. Invece frena la Spal. Il suo presidente Mattioli ha disdetto alla prenotazione dell'hotel dove avrebbe dovuto tenere in quarantena il club e annunciato che si proseguirà con gli allenamenti individuali.

Intanto si prepara il terreno alla riforma del protocollo. Franco Braconaro, componente della commissione medica Figc, conferma: «C'è la volontà del ministro di cambiarlo». Si è aggiunto subito dopo Calcagno, vice-presidente del sindacato calciatori rimasto finora alla finestra: «Dobbiamo ripartire perché la pandemia non sparirà nel giro di qualche mese». Straordinaria scoperta: forse anche perché nel frattempo sta partendo la campagna elettorale per il nuovo esecutivo e l'autorevole candidatura di Marco Tardelli rischia di provocare un ribaltone.

«Riusciremo a trovare una soluzione» hanno ripetuto dalla Lega dopo che Dal Pino, in sintonia con Gravina, ha lavorato per ottenere la revisione del protocollo. A proposito della Lega di serie A, ieri sono arrivate le dimissioni di Stefano Campoccia, vicepresidente dell'Udinese e componente del consiglio direttivo, chieste dopo che il dirigente friulano aveva taciuto della lettera del patron Pozzo indirizzata al ministro Spadafora per chiedere la manleva dei dirigenti in caso di positività di un tesserato. Con l'intento dichiarato di sbaragliare il partito del finiamola qui, il presidente federale Gravina ha riproposto play off e play out qualora non si potessero completare i tornei. Gli altri furbetti che si sono nascosti prima dietro la salute, poi dietro le paure dei medici e infine dietro il no dei calciatori ai ritiri, non avranno via d'uscita dopo che il governo ha accorciato i tempi dei ricorsi sportivi.

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