Conte, tattiche scudetto. In difesa sul futuro e all'attacco in campo

Il tecnico alla sfida del gol con l'Atalanta di Gasp. La chiave: Hakimi e Gosens, i super terzini

Antonio Conte punta sulla LuLa crescente per eclissare l'inseguimento del Milan e dare un'ulteriore spallata alla lotta scudetto. All'Inter serve un successo stasera a San Siro contro l'Atalanta per tornare a più sei e rintuzzare l'avvicinamento dei rossoneri, di nuovo a meno tre dopo il blitz di Verona. Per riuscirci il tecnico nerazzurro punta sui suoi gemelli del gol: spazio dall'inizio alla coppia formata da Lukaku e Lautaro Martinez. Nessuno come loro in Serie A: il tandem interista ha realizzato, infatti, 31 gol e in Europa solo il binomio Lewandowski-Müller del Bayern ha fatto meglio (39 reti).

Guai però a sottovalutare la Dea. La truppa di Gasperini in passato ha creato diversi grattacapi alla capolista come testimoniano l'1-1 dell'anno scorso al Meazza con tanto di rigore sbagliato da Muriel e il pari dell'andata. Una sfida che si preannuncia per i bergamaschi come la prova del nove per confermarsi in zona Champions. Riuscirci per il terzo anno di fila sarebbe come vincere uno scudetto per un club organizzato e all'avanguardia, ma che non ha introiti e bacino d'utenza di una big. Conte e Gasperini si conoscono da 20 anni, fin da quando Antonio era il capitano della Juventus e Gian Piero allenava la Primavera bianconera. Una stima reciproca che accenderà la sfida come dichiarato dal trainer leccese alla vigilia: «Ci conosciamo bene e vincerà chi saprà attaccare meglio». In tal senso il duello decisivo del match si giocherà sulla fascia, Hakimi contro Gosens come evidenziato da Gasp: «Sarà uno degli aspetti principali della partita, anche se i due hanno caratteristiche diverse. Robin ha avuto una grande evoluzione anche sul piano tattico». Il miglior laterale destro del campionato contro la freccia mancina atalantina, capace di far meglio di tutti in Europa. Nessun esterno nei principali campionati del Vecchio Continente ha segnato quanto Gosens: 9 reti quest'anno che si sommano alle 9 della scorsa stagione. Hakimi, a quota 6, è proprio l'unico che regge i ritmi del numero 8 tedesco, destinato in estate a diventare un uomo mercato. Gosens piace, infatti, a Juventus e Manchester City: occhio anche all'Inter, visto che Conte lo apprezza e lo ritiene perfetto per il suo 3-5-2. Molto dipenderà però da chi ci sarà al timone del club e ai relativi progetti societari. Ecco perché l'allenatore interista non si sbilancia sul proprio futuro: «Ho il contratto per un altro anno. Quel che accadrà all'esterno e in società non lo so e non posso immaginarlo. È una situazione che ci è caduta addosso ma non deve influire». Tradotto: testa solo al campo e a quel tricolore da vincere e che manca nella Milano nerazzurra da 11 anni. Ai tempi Conte guidava, fatalità del destino, proprio l'Atalanta che oggi con Gasp ha trovato il timoniere giusto per realizzare imprese impossibili.

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