Continua la farsa della Serie D

I campionati dilettantistici sarebbero dovuti riprendere a fine novembre ma così non sarà. Il presidente Sibilia non sa dare una data certa per la ripartenza e la categoria non esce dal tunnel. Gli appelli a Gravina per cacciare gli attuali vertici della Lnd

Nonostante i tanti proclami ottimistici a mezzo stampa del presidente Cosimo Sibilia arrivati nelle ultime settimane, la Serie D non riprenderà i propri campionati a fine novembre. Se tutto va bene – ma se queste sono le premesse, auguri... – il torneo della Lnd riprenderà solamente dopo il 3 dicembre, giorno in cui scade l’attuale Dpcm in vigore.

Tanta incertezza e tantissima confusione. Da marzo ad oggi la D ne ha viste e vissute di tutti i colori. La pandemia di coronavirus ha messo in ginocchio l’intero Paese e, con esso, anche il mondo del pallone, dalla Serie A alla Terza Categoria. Rispetto alla massima serie, al campionato cadetto e alla Lega Pro, il torneo dilettantistico non ha però avuto la forza (e l’organizzazione) necessaria per arrivare fino in fondo; prima i campionati sono stati interrotti a più riprese e poi, in estate, non sapendo bene che pesci pigliare, è arrivata la sospensione definitiva.

A ottobre è iniziata la nuova stagione ed è iniziata con una falsa partenza: sulle ottantatré partite in programma quattordici non si sono potute giocare a causa della positività al Covid di alcuni tesserati. Il protocollo anti-coronavirus stilato dalla Lega per garantire il regolare decorso dei campionati non ha convinto fin dall’inizio le 166 società di Serie D e i club, non a caso, hanno protestato per la mancanza di trasparenza e chiarezza nelle scelte normative adottate. Il presidente Sibilia e il coordinatore del dipartimento interregionale, Luigi Barbiero, però, hanno voluto tirare dritto. E questi sono i risultati.

Nelle scorse settimane vi abbiamo raccontato della protesta di undici società contro i vertici della Lnd e del tentativo della Lega stessa di cavarsi dall’impiccio facendo scegliere ai club stessi se proseguire o meno.

Ecco, peccato però che nonostante il 74% delle società abbia votato contro lo stop, la D sia ferma lo stesso. Nel caos totale in cui è precipitata la categoria, a causa di una gestione più che rivedibile, qualcosa si è mosso: il presidente del Seregno Davide Erba ha lanciato una petizione per chiedere le dimissioni di Sibilia e Barbiero e tra i patron della Serie D è partita una raccolta firme per raggiungere il medesimo obiettivo. "Ci auspichiamo che il presidente della FIGC Gabriele Gravina prenda posizione e sfiduci Sibilia in consiglio federale", ci ha raccontato qualche giorno fa il numero uno del Seregno.

Nel mentre Sibilia rimane al timone, facendo finta di niente e affermando che la Lnd non ha ricevuto fondi dalla FIGC, tacendo sulla caduta del vincolo sportivo e vantandosi dell’ottima salute delle realtà della sua categoria. Il milione e rotti di tesserati della Lnd merita di meglio.

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