"Coraggio, testa e cuore": Ecco come Ancelotti sfida l'incubo zero titoli

Gli azzurri ultima speranza per il nostro calcio Serve l'impresa per rimontare il 2-0 dell'andata

"Coraggio, testa e cuore": Ecco come Ancelotti sfida l'incubo zero titoli

Fallimento o gloria europea. L'Italia calcistica si aggrappa al Napoli e ad Ancelotti per evitare il nuovo «zeru tituli» continentale che dura ormai da nove anni e dall'Inter di Mourinho che realizzò uno storico triplete. Ci sono due gol da recuperare, impresa che in Europa agli azzurri è capitato due volte: nel 1962 contro i gallesi del Bangor City nel primo turno di Coppa delle Coppe e nel 1989 contro la Juventus nei quarti di Coppa Uefa. Quella che rimane l'ultimo trofeo internazionale messo in bacheca dal Napoli. E nella moderna Europa League, su 22 casi in cui una squadra ha vinto per 2-0 il match di andata, in 21 ha poi passato il turno (unica eccezione, quell'Ajax ora rivelazione della Champions che nel febbraio 2013 si fece rimontare dalla Steaua Bucarest).

Il San Paolo (non pienissimo, si arriverà al massimo a 43mila presenze, mille gli agenti per «blindare» la sfida) dovrà essere la spinta in più per la truppa di Ancelotti: negli ultimi 8 anni a Fuorigrotta sono caduti pezzi da novanta come Manchester City, Chelsea, Liverpool e persino quell'Arsenal (era il dicembre 2013, il 2-0 che stasera porterebbe solo ai supplementari fu siglato da Higuain e Callejon) che vorrà prendersi la qualificazione. Come ha già fatto per nove volte in Europa contro una formazione italiana.

L'adagio di queste ore vuole i Gunners in grande difficoltà lontano dall'Emirates (fuori casa le sconfitte con Bate Borisov e Rennes, dal quale ha incassato tre reti, ma anche qualche scivolone di troppo in Premier). E in casa Napoli c'è quel patto di spogliatoio, necessario per rispolverare quelle certezze mentali e tattiche smarrite per strada e che oggi potrebbero dare la sterzata decisiva.

Ancelotti, abituato a notti difficili come questa, appare carico e convinto di poter realizzare l'impresa, partendo dal confortante atteggiamento nel secondo tempo di Londra. «Serviranno coraggio, intelligenza e cuore - ha sottolineato il tecnico del Napoli - Il coraggio l'ho visto poco all'andata, soprattutto all'inizio, il cuore è quello che ci metteremo oltre all'intensità perché è una grande opportunità che dovremo cogliere insieme ad un ambiente che sarà sicuramente straordinario. L'intelligenza è non cercare un gol entro dieci o venti minuti, ma giocarsi tutti i 90 al massimo delle nostre potenzialità. Sarà una gara di grande intensità, ma da fare con equilibrio perché loro sono pericolosi in contropiede». La tentazione di Ancelotti è il tridente già sperimentato a Verona contro il Chievo, ma la sensazione è che l'allenatore emiliano possa tenersi un'arma in panchina in caso di emergenza. Così Mertens potrebbe essere l'escluso tra i titolari, con Milik - entrato in corso d'opera all'Emirates - chiamato a offrire il suo contributo di gol (la media realizzativa del polacco è di una rete ogni 103 minuti) e Insigne che giocherà la 300ª gara in maglia azzurra. E se Albiol sarà rischiato solo in un'eventuale semifinale, in difesa ballano le ipotesi di una difesa a tre e mezzo (con Chiriches centrale e Maksimovic a destra) e una più classica a quattro. «La chiave sarà la compattezza», taglia corto sull'argomento Ancelotti.

I tifosi vogliono la «Coppa Uefa», come recitano gli striscioni apparsi in città. Da quando il trofeo si chiama Europa League (2009) nessuna italiana è riuscito ad alzarlo. Ma arrivare in fondo e vincere siglerebbe probabilmente la pace tra il presidente De Laurentiis e gli ultras. Il rischio di una stagione senza titoli aleggerà sulla notte di gala del San Paolo, a Carletto l'onere di allontanare i fantasmi e non deludere le aspettative.

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