Coronavirus, Dybala: "Facevo fatica a camminare, sono stato davvero male"

Paulo Dybala ha svelato i sintomi provati in questi giorni difficili dovuti al contagio da coronavirus: "Mi sentivo subito stanco appena provavo a fare allenamento, ora mi sento meglio"

Paulo Dybala è stato il terzo calciatore della Juventus a risultare positivo al coronavirus e come lui anche la sua fidanzata Oriana Sabatini. La Joya aveva informato tutti i suoi follower con un lungo post su Instagram: "Ciao a tutti, volevo informarvi che abbiamo appena ricevuto i risultati del test Covid-19 e sia io che Oriana siamo risultati positivi. Fortunatamente siamo in perfette condizioni. Grazie per i vostri messaggi. Un saluto a tutti!".

Qualche giorno fa era toccato alla sua sexy fidanzata Oriana Sabatini parlare dei sintomi da coronavirus: "Io avevo sintomi, mi faceva male la testa, qualche dolore e stanchezza costante. Ho continuato ad allenarmi perché non sapevo di essere contagiata, la mia respirazione non era cambiata molto. I sintomi se ne sono andati, ora mi sento meglio, ho questa sensazione di stanchezza ma non sto male come prima. Volevamo essere comunque sicuri, abbiamo visto il telegiornale qui, siamo informati 24/7, l'Italia è il paese più colpito in questo momento".

Lenta guarigione

Dybala sta osservando la quarantena a Torino in compagnia della sua compagna e ai microfoni di JTV ha raccontato i giorni difficili dovuti al contagio: "Appena provavo a camminare sentivo una grande pesantezza, per fortuna sia per me che per la mia fidanzata Oriana le cose sono migliorate". Il peggio per l'argentino di Laguna Larga è passato e il suo recupero procederà lento e con tante accortezze: "Ora posso muovermi, camminare e provare a fare allenamento. Quando provavo in quei giorni sentivo che dopo cinque minuti non riuscivo a fare niente, mi affaticavo velocemente e mi facevano male i muscoli. Ora sto meglio e anche la mia fidanzata Oriana”.

Infine, Dybala nella lunga chiacchierata con la televisione ufficiale del club bianconero ha raccontato quando nell'estate del 2015 arrivò la chiamata della Juventus: "Quando è arrivata la proposta della Juve, non ci ho pensato due volte ad accettare, la prima cosa che ho fatto è stata abbracciare mia mamma. Me lo ricordo come fosse ieri: ero a casa mia a Palermo, c’erano tante squadre che mi cercavano e un giorno dopo pranzo mi squilla il telefono ed era il mio procuratore che mi disse che poco dopo avrei parlato con la Juventus ed effettivamente parlai con Fabio Paratici".

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