L'uomo in meno

Il campionato sta per saltare? Chi è l'uomo in meno di oggi

I campionati europei sono fermi per gli impegni delle nazionali ma in questi giorni a farla da padrone è il coronavirus che sta intaccando direttamente il mondo del calcio. La gestione e i protocolli lasciano ancora a desiderare

Il campionato sta per saltare? Chi è l'uomo in meno di oggi

Il coronavirus ha intaccato e sta intaccando in maniera prepotente anche il mondo del calcio che ha dovuto affrontare diversi problemi in questa settimana infuocata. In Serie A, poi, è divampata la polemica per via della mancata disputa del big match della terza giornata tra la Juventus di Andrea Pirlo e il Napoli di Gennaro Gattuso con gli azzurri bloccati in Campania dall'Asl di competenza territoriale per via delle positività dei due calciatori partenopei Zielinski ed Elmas.

Il Giudice sportivo non si è ancora pronunciato in merito con la Procura della Figc che ha richiesto un supplemento di indagine per appurare come siano andate davvero le cose. In questo clima di incertezza che si è creato tra ltalia ed Europa, visto che si stanno dispuntando gli impegni delle nazionali in Nations League, si può affermare con certezza come "l'uomo in meno" di questa settimana siano le istituzioni calcistiche e governative.

Caos e polemiche

Il club di Aurelio De Laurentiis ritiene di essersi comportato nella maniera corretta attenendosi a ciò che gli è stato comunicato dall'Asl Campana Napoli 1, mentre la Juventus vorrebbe la vittoria a tavolino essendosi presentata regolarmente allo Stadium domenica 4 ottobre. Le opzioni sul tavolo sono tre: 1) il rinvio della partita senza penalizzazioni per il Napoli, 2) il 3-0 a tavolino in favore della Juventus e il meno uno in classifica per gli azzurri, 3) il rinvio della partita ma con un punto di penalità per i ragazzi d Gattuso.

L'avvocato del Napoli ha già informato come gli azzurri siano pronti a fare ricorso se il club sarà penalizzato e in quest'ottica c'è molta curiosità per capire come sarà gestita questa intricata vicenda anche perché da qui in poi ne va la credibilità del calcio italiano con Lega Serie A, Figc in combutta con il Governo per via del protocollo da dover seguire in caso di contagio con le società che si stanno trovando in serie difficoltà.

Contagi a tappeto

In Serie A, infatti, sono stati tanti i giocatori contagiati: ben sei nell'Inter con Ashley Young ultimo della lista che va a fare compagnia a Ionut Radu, Roberto Gagliardini, Radja Nainggolan, Milan Skriniar e Alessandro Bastoni. Il derby di sabato 17 ottobre, ad oggi, non è a rischio con i nerazzurri che non potranno però contare su ben sei calciatori e con il Milan che dovrà invece fare a meno di Matteo Gabbia e Leo Duarte ma che ha però recuperato Ibrahimovic. Positività sono state riscontrate anche in altri club come Verona e Udinese mentre il Genoa è il vero e proprio lazzaretto della Serie A con ancora 15 calciatori positivi. Questa settimana sarrà decisiva perché alcune modifiche andranno e verranno sicuramente applicate ad un protocollo che il Comitato Tecnico Scientifico vorrà rivedere insieme alla federazioni calcistiche e non solo.

Nazionale necessaria?

La Uefa Nations League è una competizione seria ed importante ma che in questo momento, forse, sarebbe dovuta passare in secondo piano visto che il calcio ha ripreso in maniera graduale dal mese di settembre. L'esodo di tantissimi calciatori in giro per l'Europa e per il mondo per rispondere alle convocazioni delle rispettive nazionali non ha sicuramente aiutato a tenere sotto controllo i contagi con tantissimi calciatori risultati positivi. Anche Islanda-Italia under 21 è saltata per via di diverse positività degli azzurrini con ben cinque contagi tra calciatori e membri dello staff.

L'Uefa in questo caso avrebbe di certo potuto e dovuto fare un passo indietro anche perché in tanti si stanno ponendo domande più o meno giuste sul protocollo da seguire proprio dall'istutizione calcistica. Dopo mesi di sacrifici per portare a termine la travagliata stagione passata e per dare il via a quella appena intrapresa, ogni sforzo rischia di essere vanificato dalla scelta scellerata dei massimi vertici europei e mondiali di sottoporre i calciatori a lunghi viaggi e al rischio di contrarre il virus in giro per il monto e di aumentare dunque le possibilità di creare nuovi focolai all'interno degli spogliatoi dei rispettivi club di appartenenza.

La Nations League, soprattutto in questa fase delicata per il mondo intero, sarebbe dovuta passare in secondo piano ma così non è stato: ci si augura solo che alla fine a pagare non sia il mondo del calcio in questo caso con una chiusura anticipata per un estensione incontrollata del virus.

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