Così la Serie D è sempre più spaccata

La Lega Nazionale Dilettanti è ancora ferma al palo per colpa di un protocollo anti-Covid che non tutela le 166 società della categoria. I club, sempre più in difficoltà, mettono alle strette Sibilia

Così la Serie D è sempre più spaccata

Regna il caos in Serie D. Da mesi. La colpa, però, non è soltanto della pandemia di coronavirus, che ha messo in ginocchio l’intero Paese e con esso il sistema calcio. La colpa è anche – per non dire soprattutto – di una gestione insufficiente da parte del presidente della Lnd Cosimo Sibilia e del suo braccio destro Luigi Barbiero, coordinatore del dipartimento interregionale.

Rispetto alla Serie A, alla B e alla Lega Pro, la Lega Nazionale Dilettanti non è riuscita a terminare la stagione 2019-2020. E, sempre a differenza di A, B e “vecchia C”, non sta riuscendo a portare avanti la stagione 2020-2021. Perché? Presto detto: la colpa è di un protocollo anti-coronavirus che anziché aiutare le società le inguaia. Non a caso, fin dall’inizio i 166 club di Serie D hanno protestato contro la Lega, accusandola di mancanza di trasparenza e chiarezza nelle scelte normative adottate. Risultato? Il torneo di D è iniziato tra mille difficoltà e con una miriade di match rinviati. Dunque, in modo tragicomico, è stato sospeso; sarebbe dovuto ripartire a fine novembre, poi a inizio dicembre e infine la ripartenza è slittata ancora. Le comiche...

In questi giorni la Lnd ha stilato tre protocolli sanitari diversi: le società speravano che l’ultimo protocollo potesse essere quello buono, ma anche in questo caso sono rimaste deluse (eufemismo), dal momento che tutte le spese sanitarie dei tamponi sono a carico delle società stesse. Moltissime realtà dilettantistiche sono però alo stremo e in difficoltà economica, per non essersi viste restituire i soldi delle iscrizioni alla passata stagione e quelli anche dell’iscrizione alla Coppa Italia 2020-2021 (annullata già da tempo).

E così, per l’ennesima volta, le società di Serie D hanno fatto quadrato e scritto una lettera all’attenzione di Cosimo Sibilia (che è stato segnalato all’Antitrust, come vi abbiamo raccontato in queste settimane), al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e al presidente della Figc Gabriele Gravina. Una missiva – firmata da decine e decine di squadre – che chiede interventi concreti per salvare la Lnd dal baratro.

Ecco le richieste dei presidenti: "Protocollo sanitario efficace con accollo dei costi relativi ai tamponi da parte della Lnd; presa di posizione affinché non entri in vigore la caduta del vincolo sportivo; presa di posizione affinché non entri in vigore il nuovo inquadramento dei collaboratori sportivi in ambito dilettantistico; restituzione dei soldi d’iscrizione per i mesi nei quali non si è disputato il campionato durante la stagione 2019-2020, non avendo la LND affrontato i costi relativi allo svolgimento delle partite; restituzione dei soldi della Coppa Italia 2020-2021 dal momento che è stata annullata; possibilità di trasmettere in streaming le partite con banner pubblicitari; stanziamento di euro 50 000 a società per superare l’emergenza Covid". Sibilia, almeno questa volta, sarà in grado di fornire risposte adeguate? Rimaniamo in attesa...

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