Cunego e compagni provano l'altra fatica Pre-ritiro in fabbrica

Pier Augusto Stagi

Dalla maglia rosa al rosé della Farnese Vini. Damiano Cunego si gusta e degusta il nuovo lavoro, per una settimana. In verità cinque giorni di work experience in azienda, assieme al campione d'Italia 2013 Ivan Santaromita, prima di tornare a pedalare in vista della nuova stagione, la numero sedici da professionista. «L'idea è nata al nostro team manager Francesco Pelosi ci racconta Cunego, 35 enne corridore veronese, vincitore di un Giro e di tre Lombardia -. Mandare i corridori a vivere una settimana di lavoro nelle aziende che sponsorizzano il team (Nippo Vini Fantini De Rosa, ndr) è stata una bellissima idea, che in un primo momento mi ha spiazzato, ma appena ho compreso la finalità ho accettato con grande entusiasmo. Io e Ivan abbiamo scelto di venire qui ad Ortona, in Abruzzo, per vivere da vicino la realtà di un'azienda che è un'eccellenza italiana nel mondo. Siamo a stretto contatto con Valentino Sciotti, amministratore delegato del Gruppo, grande appassionato di ciclismo, che in questi giorni ci ha davvero fatto correre, tra appuntamenti, riunioni con fornitori o con il marketing. Ma anche qualche degustazione. Cosa mi ha colpito di questa esperienza? I ritmi che tiene Sciotti: è un motoperpetuo. Francamente, non so dove riesca a trovare il tempo per appagare anche la sua passione: la bicicletta».

Capire le complessità aziendali, misurarsi con manager, operai e staff che quotidianamente si muovono esattamente come un team: «Questo era l'obiettivo del work experience aggiunge Santaromita -. Capire e toccare con mano il lavoro di chi ci sta alle spalle».

Cunego e Santaromita sono stati i primi due a immergersi in questa nuova esperienza. Da lunedì a venerdì prossimo toccherà al resto del team, che si dividerà tra cicli De Rosa, Isola dei Tesori e Valagro. «Questo work experience è una opportunità, soprattutto per i tanti ragazzi giovani che abbiamo in squadra spiega Pelosi, 33 anni, un passato da ciclista e una laurea in giurisprudenza in tasca -. Molti di loro vivono in una bolla, quasi fuori dal mondo. Per loro esiste solo la bicicletta e il ciclismo. Io credo però che ogni tanto sia anche il caso non solo di alzarsi sui pedali, ma anche di alzare la testa».

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