Il cuore è tutto della Lazio. Con un gioco di Parolo ribaltato anche il Torino

I granata avanti dopo 3', ma si spengono subito. Dominio dei laziali, decide una carambola

Le due facce della Lazio: sprecona nel primo tempo, implacabile nel secondo. Risultato: vittoria a Torino contro i granata e sogno scudetto ancora in piedi. Come è giusto che sia. Simbolo del tutto, Ciro Immobile: mira sballata fino a metà gara, il gol del pareggio e l'assist per la rete decisiva di Parolo nella ripresa. Successo in rimonta, come già nel turno precedente contro la Fiorentina, e la sensazione che la squadra sia in salute, fisicamente e mentalmente. Al contrario del Toro, presto senza benzina e con il morale sotto i tacchi: non certo il miglior viatico in vista del derby contro la Juve di sabato pomeriggio.

La Lazio ha avuto il demerito di cominciare la partita con la testa altrove. Emblematica l'azione che ha portato al rigore segnato da Belotti dopo una manciata di minuti: intervento maldestro di testa da parte di Parolo, quasi una torre (involontaria) per la girata a centro area di Nkoulou, intercettata poi con la mano da Immobile. Inevitabile il fischio di Massa: il Gallo ringraziava e, pur con qualche patema visto il recente errore contro il Parma, spiazzava Strakosha. Per lui, terzo gol di fila: soltanto altre due volte in carriera (aprile 2017 e dicembre 2016) il centravanti granata aveva trovato la via della rete con tale regolarità. Preso lo schiaffo, la Lazio cominciava a giocare e a costruire discrete opportunità. La serata di Immobile però cominciava in maniera del tutto negativa, non certo degna del capocannoniere del campionato: l'1-1 pareva infatti scontato appena dopo il ventesimo, ma il suo destro da ottima posizione, dopo sponda di Caicedo e assist di Milinkovic-Savic, finiva dritto in curva. Mica erano finiti lì, i regali del Ciro che nella sua doppia esperienza granata ha disputato 47 gare e segnato 27 reti in campionato: ancora prima della fine del primo tempo riusciva infatti a non centrare la porta da posizione più che invitante. Il Toro, di suo, subiva e poco altro: Nkoulou comandava la difesa, Lyanco e Bremer gli davano una mano, il centrocampo (con Rincon al posto di Edera) pensava più a distruggere che a costruire e Sirigu sbrogliava qualche situazione non semplicissima: la squadra di Inzaghi squalificato e sostituito in panchina da Farris reclamava anche un rigore per un intervento scomposto ai danni di Milinkovic ai limiti dell'area, ma Massa non riteneva di intervenire e, al contrario, annullava per fuorigioco il gol di Acerbi.

Poi, nella ripresa, la metamorfosi: ennesimo assist di Luis Alberto e sinistro vincente di Immobile, arrivato così a 29 gol in campionato eguagliando la sua miglior stagione (2017/18). E un dominio totale. Sotto tutti i punti di vista. Il Toro finiva alle corde, sballottato e incapace di reagire. Il mezzo miracolo di Sirigu sulla botta di Milinkovic serviva a poco: Parolo trovava il gol del vantaggio, il suo primo da maggio 2019. Fondamentale, per continuare a sognare il tricolore. Anche se sabato, contro il Milan, mancheranno gli squalificati Immobile e Caicedo.

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