Ecco chi è l'arbitro di Italia-Belgio (arrestato per sbaglio)

Il direttore di gara sloveno Slavko Vincic fu arrestato ma poi subito rilasciato perchè coinvolto in un giro di prostituzione e traffico d'armi

Ecco chi è l'arbitro di Italia-Belgio (arrestato per sbaglio)

''Fu arrestato un anno fa per un presunto coinvolgimento in un giro di prostituzione, ma si era semplicemente trovato al posto sbagliato al momento sbagliato''. Parliamo dell'arbitro Slavko Vincic, il direttore di gara sloveno, designato per i quarti di finale Italia-Belgio, in programma venerdì 2 luglio all'Allianz Stadium di Monaco di Baviera.

Ebbene sì Slavko Vincic, il fischietto sloveno classe 1979 che dirigerà Italia-Belgio, ha vissuto, suo malgrado, una disavventura alquanto surreale con la giustizia. Iniziata la carriera arbitrale nel 2010, in breve tempo ha bruciato le tappe diventando anche internazionale. In passato ha incrociato il suo cammino anche con squadre italiane: ha diretto due volte la Lazio in Europa League e una volta il Milan nella trasferta all'Old Trafford contro il Manchester United. Se lo ricorderanno di sicuro anche i i tifosi dell'Inter, visto che fu l’arbitro del match di Champions tra i nerazzurri e lo Shakhtar Donetsk, che segnò l’eliminazione della squadra di Conte. C'è anche un precedente benaugurante per l'Italia, vittoriosa sotto la sua direzione nella trasferta in Bulgaria lo scorso marzo. Considerato di gran lunga il miglior arbitro sloveno. L'autorevolezza e la personalità, mostrate nelle partite degli Europei 2020 Spagna-Svezia e Svizzera-Turchia hanno convinto Roberto Rosetti ad affidargli il quarto di finale Italia-Belgio.

Il caso

Fin qui tutto normale se non fosse per quanto avvenuto nel maggio di un anno fa a Bijeljina, in Bosnia Erzegovina. Il direttore di gara fu colto in flagranza di reato in un casolare nell'ambito di un'operazione mirata a smantellare un gruppo malavitoso dedito a prostituzione, traffico di armi e droga. Vincic si trovava nella struttura con altri uomini, pronti a ricorrere alle "attenzioni" delle prostitute presenti e della loro leader Tijana Maksmovic, accusata di sfruttamento della prostituzione. Il raid portò all'arresto di nove donne e ventisei uomini, oltre che al sequestro di 14 pacchi di cocaina, tre giubbotti antiproiettile, pistole e oltre 10mila euro in contanti. In un video di rtvbn.com l'arbitro fu immortalato ammanettato e in ginocchio dopo l'irruzione degli agenti. Tijana Maksimovic, ritenuta il capo dell'organizzazione crimininale, invece fu fermata mentre tentava illegalmente di attraversare il confine attraverso il fiume Drina in una barca con altre tre ragazze.

Nonostante tutto l'arbitro sloveno fu rilasciato poco dopo e ritenuto totalmente estraneo ai fatti come spiegò lui stesso al portale Vecer: "Ho accettato un invito a pranzo, il che è risultato essere il mio errore più grande. E me ne pento. Ero seduto al tavolo con la mia compagna, all'improvviso è arrivata la polizia ed è successo quel che è successo. Ma ero a quel casolare per pura casualità. Ho una mia azienda ed ero in Bosnia per una riunione di lavoro. Non ho nulla a che fare con le persone che sono state fermate e arrestate, nè io nè i miei soci commerciali. La polizia ci ha portato via, ci ha fatto alcune domande come testimoni e quando hanno visto che non conoscevamo gli accusati ci hanno lasciati andare". Insomma tutto è bene quel che finisce bene per l'arbitro Vincic.

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