De Laurentiis e Lotito "giocano" con il virus. Ma non è scherzi a parte

Il Napoli: "Allenamenti da mercoledì". Pioggia di insulti via social, solo la Lazio è d’accordo

Non si gioca col virus. E nemmeno con i decreti del Governo che vietano spostamenti dall’abitazione senza giustificatissimo motivo. Perciò non deve assolutamente meravigliare se l’ultima trovata del Napoli calcio, il tweet di venerdì sera che fissava a mercoledì 25 marzo la ripresa degli allenamenti a Castel Volturno, è stato preso di mira da tifosi e non, scandalizzati da una decisione che aveva il sapore di una provocazione inutile e dannosa per l’immagine del calcio e della società azzurra. «È una data simbolica»: qualche ora dopo la pubblicazione, le fonti ufficiali del club di De Laurentiis, schieratosi con Lotito per una ripresa veloce dell’attività nei giorni scorsi durante le assemblee telefoniche della Lega di serie A, hanno cominciato a correggere il tiro e a fornire chiavi di lettura che sanno di marcia indietro. «Alla fine non si farà» la conclusione saggia che prelude a un contrordine anche per non provocare interventi del governatore della regione De Luca. Non è l’unico caso, a dire il vero, quello del Napoli calcio corso in qualche modo al riparo. Perché anche nella Roma laziale c’è Claudio Lotito che da qualche tempo si batte, inutilmente, per un ritorno veloce agli allenamenti. La sua, discutibilissima, tesi pseudo-scientifica è la seguente: con l’impianto di Formello sanificato, i calciatori sarebbero più al sicuro. La verità, inconfessata ma non smentita da chi lo frequenta e ne coglie i tormenti quotidiani, è un’altra e appartiene alle debolezze umane. Il presidente della Lazio è intimamente convinto che questo campionato stava diventando quello giusto per vincere lo scudetto grazie al quale legare quindi il suo nome alla storia della società e del calcio italiano. Già dopo la supercoppa d’Italia ha ripetuto più volte il motivetto che gli piace tanto: «La Lazio è la società che ha vinto più titoli negli ultimi anni dopo la Juve», citazione riferita alla coppa Italia e all’altro trofeo. D’altro canto le premesse c’erano tutte: squadra di Inzaghi in forma, capace di mettere sotto più volte la Juve, senza più impegni di coppa, quindi con la settimana libera per allenarsi e recuperare preziose energie: l’ideale. E invece il coronavirus gli ha rovinato i piani. Ufficialmente Lotito che non parla direttamente con i giornali ma discute e polemizza volentieri con i presidenti e in particolare con Andrea Agnelli di recente, ha una tesi diversa da esibire rispetto alle riflessioni intime. Questa sì ha una qualche ragionevolezza perché attiene alle conseguenze del coronavirus. «Lotito ha il terrore che se non dovesse riprendere il calcio, salterebbe tutto il sistema» racconta una fonte. E qui basta una sola cifra, presentata dallo studio di Deloitte recapitato a tutti i presidenti di serie A, per avere conferma del pericolo reale: 700 milioni la cifra cui ammonterebbero i danni, una stangata epocale dalla quale riprendersi sarebbe impensabile. La data fissata dalla Lega per la ripresa degli allenamenti (4 aprile) è la prima utile dopo la scadenza del decreto ministeriale. Seguiranno nuovi aggiornamenti e allora, vedrete, Lotito tornerà all’attacco.

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