De Rossi detta la via: "Nessun scontro generazionale, ma in Nazionale serve il cuore!"

Il buon esordio di Antonio Conte alla guida della nazionale italiana è stato caratterizzato anche dall'eccellente prestazione del giallorosso De Rossi, che si è preso anche la fascia di capitano per l'assenza di Gigi Buffon. E proprio De Rossi ha voluto puntualizzare il suo pensiero nel dopogara contro l'Olanda parlando sia del passato che del presente della nazionale italiana

Capitan De Rossi, tra i migliori nella gara contro l'Olanda

E' un De Rossi molto carico quello che ha guidato l'Italia con la fascia di capitano nel vittorioso esordio contro l'Olanda a Bari. Il centrocampista romanista ha realizzato anche il secondo goal trasformando il rigore conquistato da Zaza, goal molto importante, perché si tratta del 100esimo messo a segno da un calciatore della Roma con la maglia azzurra.

E De Rossi si è dimostrato un vero capitano non soltanto sul campo ma anche nel dopogara, quando ha analizzato la situazione attuale della nostra Nazionale. Il Giallorosso ha sottolineato come, dopo un Mondiale disastroso, fosse necessario ripartire con una mentalità come quella vista in campo con l'Olanda, ma non solamente da parte del CT, ma anche da parte dei giocatori, che devono sentirsi protagonisti di un progetto. Le critiche che sono arrivate, sia verso Prandelli che verso i giocatori, dopo la conclusione dell'avventura brasiliana, secondo De Rossi sono state giuste, ma ha voluto sottolineare come la ricerca, da parte di qualcuno, dei capri espiatori non gli sia piaciuta, in quanto si vince e si perde insieme. Nello stesso tempo De Rossi ha detto che si deve ripartire da "uomini veri", come quelli che sono scesi in campo a Bari, e che non erano solamente dei trentenni, a sottolineare lo spirito che accomuna tutti gli Azzurri, sia quelli del vecchio corso, che quelli chiamati da Conte, o che nella passata gestione avevano avuto meno spazio e possibilità di emergere.

Nelle parole del Romanista si è capito come l'eliminazione dal Mondiale dopo il girone di qualificazione, sia una cosa che gli brucia ancora e la grande voglia di riscatto che lo anima. De Rossi ha anche confermato che ne da parte sua ne da parte dei suoi compagni più esperti si è cercato di far ricadere le colpe sugli elementi più giovani, tornando a puntare il dito sulla necessità, rimarcata anche da Conte, di essere prima di tutto "uomini veri", e successivamente calciatori. Nessuno scontro tra generazioni quindi, e solo la convinzione che chi vuole giocare in Nazionale deve sacrificarsi al massimo. De Rossi ha speso due parole anche riguardo a Cesare Prandelli, l'ex CT della nazionale, adesso sulla panchina dei turchi del Galatasaray, definendolo un'ottimo allenatore ed augurandogli il successo sulla panchina turca. Secondo il Romanista in Itali vige la regola che la colpa delle sconfitte sia sempre dell'allenatore, mentre ci si dimenticano subito le buone cose fatte nella gestione dell'ex allenatore viola, come la seconda posizione nel Campionato europeo, e la sconfitta solo ai rigori nella semifinale di Confederation Cup.

Oltre al romanista ha parlato anche Marco Verratti, che si è detto soddisfatto della sua prestazione e pronto ad impegnarsi per mettere in difficoltà Conte al momento delle scelte. De resto, ha sottolineato il centrocampista del Paris Saint Germain, ho solo 21 anni e so che il futuro lavora per me. Come dargli torto....

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