Dorothea spara anche per Malagò

Caro diario, oggi è stata una giornata molto tranquilla, anche la disciplina salto del pranzo riposava e ne ho approfittato quindi per mangiare con i piedi sotto un tavolo, facendo il punto della situazione a sei giorni dalla chiusura di questi Giochi. L'obiettivo medaglie in doppia cifra che sembrava facilmente raggiungibile qualche giorno fa, pare adesso un po' meno scontato, ma non impossibile. Senza specificare il colore della medaglia, direi che alle sei già vinte dovrebbero aggiungersi quella di Sofia Goggia in discesa, quella della sprint a coppie nel fondo con Pellegrino e Noeckler, quella della staffetta femminile dello short track che potrebbe regalarne almeno un'altra, fra uomini e donne. Saremmo a 10, senza considerare Carolina Kostner e nemmeno le ultime tre gare dello sci alpino, la combinata femminile, lo slalom maschile e il team event.

C'è poi il biathlon. Che aveva cominciato facendoci emozionare per il bronzo di Dominik Windisch, ma è proseguito con delusioni a raffica, di vento, ma anche e soprattutto di tiri sbagliati. Sempre ammesso che un quarto posto (quello di Lisa Vittozzi nella gara sprint) possa essere definito deludente! Di sicuro, Dorothea Wierer si aspettava qualcosa di più, e noi con lei. Una che arriva all'Olimpiade forte di una vittoria e altri podi in stagione, deve per forza puntare in alto. Di biathlon mi intendo poco, ma credo di non sbagliare se lo paragono, per difficoltà e imprevedibilità, allo sci alpino, a mio avviso uno degli sport più «bastardi» in assoluto. Certo, anche nel biathlon, come nello sci, ci sono i dominatori seriali, penso a Fourcade e Hirscher, ma ogni gara è una sorpresa, il tiro è determinante e la tranquillità mentale di conseguenza lo è ancora di più.

Provo a immaginare i Giochi di Dorothea: arrivata per essere protagonista, ha avuto mille attenzioni su di sé. Perché è forte, certo, ma anche perché è quel che si dice un personaggio: bella, social e consapevole di essere l'uno e l'altro. Iniziano le gare e il vento spazza i poligoni, il freddo gela le dita e la carabina fa i capricci. Anche il fisico non risponde come dovrebbe, tutto va in tilt. Ma stasera, per voi che leggete, ci sarà l'ennesima chance di riscatto e stavolta Dorothea non sarà da sola, ma con i compagni Vittozzi, Hofer e Windisch. In programma c'è la staffetta mista che a Sochi regalò il bronzo. L'unione fa la forza, dicono, e allora bum bum, che la carabina sia con voi, così anche Giovanni Malagò avrà centrato l'obiettivo.