Seedorf non si ferma più: Milan in zona Europa

Balotelli sblocca la partita aiutandosi con una spintarella. Con il Livorno è tutto facile, la prova del fuoco sarà la Roma

Seedorf non si ferma più: Milan in zona Europa

Il Milan di Seedorf ha ingranato la quinta. È vero, contro il Livorno che sta scivolando, lentamente, verso la serie B (paga Di Carlo, esonerato per il ritorno di Davide Nicola). Approfittando di una spintarella di Balotelli (sul primo gol) per guadagnare il vantaggio, meritato dopo una sequenza di occasioni fallite per questione di centimetri e una traversa scheggiata da Rami, vero anche questo. La sua classifica è diventata all'improvviso un raggio di timido sole come in questa Pasqua dal clima incerto e contraddittorio: staccate, in un pomeriggio solo, Lazio e Torino, raggiunto il Parma a quota 51. Ma perché sia vera gloria occorrerà attendere la prossima sfida con la Roma, venerdì 25 aprile: a parte Firenze, il Milan non ha vinto una sola sfida con le prime della classe, ecco un altro deficit da colmare. Ed è in quella occasione che si può e si deve misurare la consistenza tecnica dell'attuale risveglio rossonero. Resta sempre più improbabile da realizzare il sogno del sorpasso sull'Inter, nonostante la scadenza del derby: i cinque punti attuali di distacco a quattro turni dalla fine sono una barriera troppo alta da scavalcare.
Il Milan di Seedorf ha ingranato la quinta grazie alla solita spinta del giovanotto venuto dal QPR, una scoperta di quel signore con la cravatta gialla che è diventato, chissà perché, l'obiettivo dichiarato della contestazione proveniente prima dalle fronde intestine e poi dalle varie gradazioni del tifo amico (si fa per dire). Insomma è stato anche ieri Taarabt, marocchino da riscattare nelle prossime settimane, l'arma in più utilizzata dal Milan, questa volta anche a San Siro, non solo viaggiando fuori porta, per spianarsi la strada verso il sesto posto. Balotelli ha messo in ginocchio il Livorno sul finire della prima frazione (con una spinta galeotta su Castellini non vista né dall'arbitro e né dai collaboratori vari), Taarabt l'ha mandato ko a inizio della ripresa trasformando il resto del pomeriggio in un comodo allenamento in vista della Roma che servirà a stabilire la "nobilitate" del team. E dello stesso Seedorf, discusso non per capriccio autolesionistico, non per dissensi di natura privata e personale, ma solo e soltanto per scelte impopolari e l'interpretazione del ruolo di allenatore, molto lontano dai criteri del casato.
Per paradosso i risultati collezionati di recente, 5 successi di fila, 6 risultati utili consecutivi, 16 punti in un mese, sono diventati il credito più vistoso dell'olandese che si presentò, dopo essere inciampato in una striscia negativa, con la famosa frase: «Sono venuto per ricostruire, giudicatemi dal prossimo anno». A dire il vero, il Milan più recente, domati Catania e Livorno, non è più quello scintillante ammirato a Firenze, o quello cinico e spietato visto col Genoa: i ritmi sono diventati meno frenetici, il genio di Kakà si è preso qualche distrazione, solo il talento grezzo di Taarabt e quello balistico di Balotelli hanno retto il confronto. Migliorata, altra annotazione doverosa, l'organizzazione difensiva al cospetto di rivali come Bergessio e Paulinho: 0 gol subiti in 180 minuti, provare contro Gervihno e Totti per credere nel riscatto autentico dopo una stagione di disastri effettivi. Ha detto ieri alla fine Balotelli: «Clarence ci sta aiutando». Forse ha contribuito a rendere più disciplinato Mario, di sicuro ha compromesso i rapporti con alcuni nazionali di Milanello che sono un patrimonio del club (Montolivo, Abate, De Sciglio inibito, chissà perché, a giocare a sinistra).
È fallito, nel giorno in cui anche Pazzini è riuscito a ritagliarsi uno spicchio di gioia (gol con scavetto strepitoso) su assist di Balotelli, il rilancio di Robinho, specialista nel perdere le occasioni di riscatto come la strada verso la porta altrui. Taarabt gliel'ha spalancata e lui si è impappinato come un chierichetto dinanzi a Belen in bikini.

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