Dimitrov dopo la Sharapova vuole conquistare Roma

Nel suo paese, la Bulgaria, è lo sportivo più popolare da oltre un anno. Avanti di questo passo rischia di diventarlo nel resto del mondo. Eppure Grigor Dimitrov, di professione tennista, 22 anni il prossimo 16 maggio, non ha vinto un torneo, ha raggiunto solo il secondo turno in 3 slam e nel ranking figura al ventottesimo posto, peggio di Seppi e Fognini per intenderci. Questo fino all'altro ieri. Ma la sua vita e il suo appeal sono cambiati nelle ultime ore per due motivi: lo storico successo su Djokovic nel Master 1000 di Madrid e il sigillo fotografico alla love-story con la fascinosa Maria Sharapova. Alzi la mano chi non vorrebbe essere al suo posto. Al posto di uno che è considerato l'emulo di Federer per lo stile di gioco e che ha conquistato il cuore di una donna considerata dalla rivista Forbes una delle più belle e potenti del mondo. Scacco matto in due mosse.
Il servizio fotografico pubblicato dal Daily Mail ha tolto i veli sul suo rapporto con Maria dopo i rumors cominciati a Milano durante La Grande Sfida con Ivanovic, Errani e Vinci. Allora Grigor, incappucciato alla Balotelli, fu fotografato alle spalle di Maria lungo un marciapiede di via Montenapoleone. L'altro giorno i due sono stati immortalati a Madrid mentre si coccolano mano nella mano, la testa di lei sulla spalla di lui, felici e sorridenti, senza alcun timore di mostrarsi in pubblico. E chissenefrega se la Sharapova, nata in Siberia per colpa di Chernobyl che costrinse i genitori a trasferirsi dalla Bielorussia alla Russia, ha quattro anni di più e vanta ben altra bacheca con 29 successi, fra cui tutti e quattro gli slam. “Amor omnia vincit”, scriveva il poeta. E poi i due erano single: Maria aveva lasciato da mesi il cestista sloveno Sasha Vujacic, Grigor non ha mai confermato la relazione con Serena Williams, guarda caso un'altra numero uno e sempre più grande di lui.
Ai tempi solo il fidanzamento fra Jimmy Connors e Chris Evert fece maggior scalpore. Secondo radio serva Dimitrov avrebbe speso una fortuna in gioielleria mentre la Sharapova gli avrebbe regalato la Porsche Carrera vinta al recente torneo di Stoccarda. Immaginatevi l'attesa che c'è a Roma per il “combined” degli Internazionali che prevede, per loro e nostra fortuna, sia il tabellone maschile che quello femminile.
Da un paio di anni ci chiedevamo perché il bulgaro, dopo aver dominato nel 2008 i tornei juniores a Wimbledon e agli Us Open, non riuscisse a sfondare in campo professionistico. Qualcosa cambia nel 2013, e non solo per la finale raggiunta nell'Atp 250 di Brisbane. A Miami Dimitrov impegna duramente Murray, a Montecarlo perde di misura al terzo set con Nadal, a Madrid supera Djokovic al terzo set (7-6, 6-7, 6-3) in una sfida dai contorni drammatici, protrattasi per più di 3 ore, con i crampi che non risparmiano i due guerrieri. Un attimo prima di giocare il punto decisivo s'è fatto il segno della croce, secondo la fede ortodossa. Poi, a vittoria ottenuta, ha ringraziato il padre che l'ha portato al tennis, è stato il suo primo allenatore, ma ha avuto l'onestà di lasciarlo in mani più esperte. Parrebbe l'emulo di Federer perché è formidabile di dritto, gioca il rovescio a una mano, è fortissimo nei lungolinea e usa la racchetta con una sensibilità fuori dal comune. Sul piano mentale ha acquisito solidità e continuità, su quello tattico invece può solo migliorare. A Grigor non manca niente per progredire e intrufolarsi nel club dei supervip riservato a Djokovic, Nadal, Federer e Murray. In più lui si gode Maria. «Lo sport bulgaro ha un altro grande eroe dopo Hristo Stoichkov», urlano nel suo paese

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