Djokovic e "il giallo" del formulario di viaggio

Il campione serbo sembra attribuire al manager italiano Artaldi, l'errore nella compilazione del modulo con gli spostamenti in cui mancava il viaggio in Spagna

Djokovic e "il giallo" del formulario di viaggio

Il braccio di ferro tra Novak Djokovic e il Governo australiano continua. Intanto spunta fuori il presunto responsabile dell'errore nella compilazione del formulario di viaggio.

Secondo il Corriere della Sera, si tratterebbe del manager italiano Edoardo Artaldi, che si trova al fianco del tennista serbo dall’arrivo all'aeroporto di Melbourne, assieme al coach croato Goran Ivanisevic e al preparatore atletico argentino Ulises Baldo.

"Un errore umano e certamente non volontario" nella compilazione del modulo di richiesta d'ingresso in Australia. È stato lo stesso Djokovic ad ammetterlo sui social ma non solo il serbo sembra attribuire ad Artaldi l’errore nella compilazione del formulario che ha complicato la sua posizione non citando il precedente viaggio dalla Serbia alla Spagna.

"Quanto alla questione del formulario di viaggio – ha scritto Djokovic nella sua dichiarazione su Instagram —, è stata presentata dalla mia équipe in mio nome, come ho detto ai funzionari dell’immigrazione al mio arrivo, e il mio agente presenta le sue sincere scuse per l’errore amministrativo compiuto quando ha spuntato la casella sbagliata a proposito dei miei spostamenti prima di venire in Australia".

Chi è il manager italiano

Ha condiviso con Djokovic i trionfi ma anche i momenti più difficili della sua carriera. Edoardo "Dodo" Artaldi con la sua partner Elena Cappellaro, è l'unico ad essere rimasto nello staff del tennista dopo la rivoluzione da lui voiluta nel 2017.

Si sono conosciuti nel 2009 quando lui lavorava per la Sergio Tacchini e Djokovic era quarto nella classifica Atp. All'epoca Artaldi decise di puntare su di lui, concludendo un contratto di sponsorizzazione. Il rapporto cambia quando poi Djokovic ha lasciato il brand italiano per un altro sponsor.

A quel punto Artaldi, come ricorda ilCorriere, segue Djokovic diventando il suo manager e uomo di fiducia. "Praticamente viviamo assieme 24 ore su 24 e sette giorni su sette – ha detto tempo fa Artaldi al canale italiano della radio australiana Sbs —. Cerchiamo di essere il più professionali possibile ma il rapporto ormai è piuttosto personale".

Quest'amicizia ha avuto un ruolo anche nella donazione che il campione ha fatto nel 2020 agli ospedali bergamaschi. Il cugino di Artaldi è Massimo Borelli, primario del reparto di anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Treviglio.

"Novak l’ha fatto col cuore, come gesto di solidarietà nei confronti dell’Italia intera – disse allora Artaldi —.Non avrebbe voluto rendere pubblica la donazione ma dall’ospedale ci hanno chiesto di poterne dare notizia, per ringraziare lui e per spingere altri a fare lo stesso".

Questo legame di ferro adesso sembra messo duramente alla prova, vista la piega che ha preso l'avventura australiana.

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