Djokovic finisce nell'occhio del ciclone per una foto

Djokovic è stato fotografato insieme ad uno dei soldati che prese parte al genocidio di Srebrenica, in cui furono uccise oltre 8mila persone

Djokovic finisce nell'occhio del ciclone per una foto

Questo mese di settembre non è stato affatto indimeticabile per il numero uno del tennis mondiale Novak Djokovic. Il 34enne serbo, infatti, dopo essere stato sconfitto nettamente nella finale degli Us Open dal russo Daniil Medvedev ha visto sfumare la possibilità di completare il Grande Slam che l'avrebbe poi fatto entrare di diritto nel ristretto clan di tennisti in grado di riuscirci. Tra l'altro vincendo a Flushing Meadows Djokovic avrebbe staccato a livello di Slam i due grandi rivali di sempre Roger Federer e Rafael Nadal e invece sono ancora tutti e tre fermi a quota 20.

"Mi sento sollevato. Non è un vero e proprio sollievo, ma è stato così quando l'ultimo punto è finito. La pressione e le aspettative erano enormi prima e durante questo torneo. Non importa quanto mi sforzassi e riuscissi a rimanere nel momento presente, concentrato sul passo successivo, l'intero processo è molto estenuante. Mi sento deluso e triste perché è stata persa una grande opportunità. L'amaro in bocca resta", questo il commento amaro di Nole che aveva poi spiegato come volesse stare maggiormente insieme alla famiglia per smaltire la grande delusione di aver fallito il Grande Slam, cosa riuscita ad esempiore a Rod Laver per ben due volte nel 1962 e nel 1969.

L'incontro sbagliato

Ad agitare il settembre di Djokovic ci ha pensato anche un suo incontro avvenuto in Bosnia-Erzegovina dove stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza. Il numero uno è finito nel mirino delle critiche perché pizzicato insieme a uno dei soldati che presero parte al genocidio di Srebrenica, il drammatico episodio della Guerra in Bosnia in cui furono uccise oltre 8mila persone, 8mila bosniaci, in quello che era un piano di pulizia etnica.

L'uomo in questione fotografato con Djoko è Milan Jolovic, x comandante dell'unità paramilitare nota come "I lupi di Drina", che partecipò al massacro pur non essendo stato successivamente condannato per crimini di guerra. Ovviamente questa istantanea ha fatto subito il giro del mondo e ha sollevato un polverone attorno al tennista serbo che per ora non ha ancora dato spiegazione e non si sa se lo farà. Nel frattempo resta la polemica attorno ad un fuoriclasse del tennis che nel corso della sua carriera si è però trovato a dover affontare alcuni incidenti diplomatici come qualche mese fa per quanto riguarda la storia dei vaccini o per quanto concerne la squalifica per aver colpito il giudice di linea durante gli Us Open 2020.

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