Duplantis cancella Bubka. E l'Italia si scopre patria dei record con l'asta

Da Sergej a metà anni '90 alla Isinbayeva nel 2008. E ora lo svedese che supera 6 metri e 15

Roma - Poteva essere un compleanno in tono minore, il 40° del Golden Gala Pietro Mennea di atletica, per l'assenza del pubblico. Ci ha pensato l'astista svedese Duplantis a mettere la ciliegina sulla torta: battuto di un centimetro - Armand è salito fino a 6.15 - il record all'aperto di Sergej Bubka (stabilito sempre in Italia al Sestriere nel 1994). Serata magica per il non ancora 21enne, figlio d'arte (il padre è lo statunitense Greg, anche lui astista) anche se lui ha scelto la nazionalità della madre.

Sotto gli occhi del presidente della World Athletics Sebastian Coe che lo ha anche premiato con una medaglia d'oro, Duplantis ha coronato il suo 2020 da favola: a febbraio aveva cancellato il primato indoor di Renaud Lavillenie (ieri quarto sulla pedana romana, forfeit all'ultimo momento dell'azzurro Stecchi per un problema al ginocchio durante il riscaldamento) migliorandosi ancora nel giro di una settimana e salendo da 6,17 a 6,18, al Golden Gala ha centrato il primato più ambito. Lo aveva nelle corde, ormai in ogni gara supera agevolmente i sei metri come ha fatto anche ieri dopo una piccola esitazione sui 5,85. Solo l'epidemia Covid aveva fermato l'inseguimento al record, il terzo dopo quello Under 20 con la vittoria agli Europei di atletica del 2018 a Berlino e il già citato primato outdoor prima battuto a Torun, in Polonia, e poi sulla pista scozzese di Glasgow. «È la prima volta che vengo in questa città che amo molto, sono felice di questo risultato e prometto di tornare, magari anche da turista - ha detto Armand ancora emozionato per l'impresa -. Non mi aspettavo questo bellissimo risultato, avrò il ricordo di una bellissima esperienza. Oggi ho fatto la differenza con la rincorsa».

Pedana magica quella romana per il salto con l'asta: nel 2008 toccò alla regina russa Isinbayeva centrare al Golden Gala il primato del mondo. Quello di Duplantis è il 28° record stabilito nella gara capitolina. Che ha regalato altri risultati di rilievo: il norvegese Ingebrigtsen ha sfiorato il record europeo nei 3000 metri vinti dall'ugandese Kiplimo, con Yeman Crippa che ha stabilito il nuovo primato italiano con 7'38''27 (cancellato il 7'39''56 di Di Napoli del 1996). Crippa diventa così il recordman nazionale di 3000, 5000 e 10000, quindi il miglior mezzofondista italiano. Gloria anche per un altro italiano, il 20enne Edoardo Scotti: il campione europeo Under 20 dei 400 ha vinto la gara con il crono di 45''21, migliore prestazione italiana under 23 sottratta dopo dodici anni a Licciardello e quarto atleta di casa nostra nel giro di pista dopo Re, Galvan e Barberi. Una vittoria italiana al Golden Gala in una gara della Diamond League mancava dal 2009 (l'altista Antonietta Di Martino). Il duello azzurro sui 100 lo vince Tortu (10''09, due centesimi in meno di Jacobs, vittoria del sudafricano Simbine con 9''96). Per il lombardo, ancora una volta in leggera difficoltà in partenza, potrebbe essere stata l'ultima gara stagionale. Ottimo 47''07 di Warholm nei 400 ostacoli, buoni secondi posti per gli azzurri Bogliolo (100 ostacoli femminili con un crono vicino al primato personale) e Tamberi. Gimbo ha saltato 2,27, sconfitto solo dall'ucraino Protsenko (2,30), fallendo poi due tentativi a 2,32 e continuando però il percorso di crescita in un'annata difficile come questa.

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