Il centravanti della provvidenza si chiama Dusan di nome e Vlahovic di cognome. Ha il numero 9 sulle spalle e negli ultimi due turni di campionato ha salvato la Juventus: gol su punizione contro il Verona, gol dopo dodici secondi a Lecce. "Ci è mancato come il pane, perché ha caratteristiche che altri non possiedono - ha subito detto Spalletti -. Ha un grande impatto dal un punto di vista fisico, di cattiveria e di faccia di co vera. Il suo contratto in scadenza? So che la società ha cercato un punto di contatto e che ci riproverà: mi fido". Più chiaro di così non si può: l'ex ct azzurro vorrebbe che la Juve del prossimo anno ripartisse dal serbo al centro dell'attacco e non c'è nemmeno da spiegare il perché. Basta la considerazione fatta dall'uomo che John Elkann ha fortemente voluto confermare in panchina e, oltre alle parole, parlano i numeri: Vlahovic ha segnato 8 gol in stagione (5 in campionato) giocando 1013', mentre David ha raccolto identico bottino rimanendo però sul terreno di gioco 2289', ovvero più del doppio.
Insomma: al netto del fatto che la Juve raggiunga o meno la qualificazione alla Champions, l'attaccante cui affidarsi per ripartire ce l'avrebbe già in casa. Il problema è convincerlo ad accettare il prolungamento del contratto a una cifra sensibilmente inferiore ai quasi 12 milioni a stagione che guadagna oggi: ben che vada Comolli potrebbe spingersi a 6,5-7 più un premio alla firma, senza però avere la certezza che il massimo sforzo porti a un esito positivo della vicenda.
Le parti si rivedranno certamente, ma nel post Lecce lo stesso Vlahovic non si è esposto più di tanto: alla finestra ci sarebbe il Bayern Monaco, mentre nel prossimo turno la Juve ospiterà la Fiorentina ovvero la squadra dalla quale lo aveva prelevato nel gennaio 2022 per 80 milioni. Cifra che, se l'accordo non sarà rinnovato, la società dovrà in qualche modo trovare per dare a Spalletti un simil-Vlahovic: se non è assurdo, poco ci manca.