E il Ct capisce il sentimento... Nazionale

Mancini: "I vaccini ai calciatori? Prima gli anziani e chi ne ha bisogno"

E il Ct capisce il sentimento... Nazionale

Nel gioco di pesi e contrappesi, il mondo del calcio è un fantastico equilibrista. E Roberto Mancini si dimostra ct davvero Nazionale. Chi non voglia nascondersi davanti alla realtà, o sbandierare il solito velo moralistico, sa bene che calciatori per gli Europei e atleti per le Olimpiadi necessitano di vaccinazione ad evitarsi lo stop feroce e problematico durante le competizioni. Lo hanno mostrato le ultime manifestazioni e la recente spedizione degli azzurri del calcio dove il Covid ne ha messi troppi fuori uso. Valentina Vezzali, da ex atleta nonché buon sottosegretario allo Sport, e il presidente federale Gravina hanno dunque avanzato la proposta per calciatori e atleti, alla faccia di qualche mugugno.

E qui ecco Mancini, uno che crede fermamente nel vaccino, allentare la morsa. «Spero che vengano vaccinate le persone che hanno più bisogno: quelle anziane. Per i calciatori se ne occuperà la federazione», ha detto ieri, durante la cerimonia di promozione turistica delle Marche. Soggiungendo, per chi vuol intendere: «Noi viaggiamo in lungo e in largo, a contatto con tante persone». Insomma il ct bada alla gente, i superiori agli atleti, ed il gioco è fatto. Ci sta che calcio e sport debbano volteggiare sull'asse di equilibrio in un Paese dove il buon senso va a ondate. La riapertura al pubblico dell'Olimpico, con vista Europei, ha fatto risentire altri settori, dimenticando che il fatto è strumentale ad evitare problemi di politica sportiva.

Mancini, che finì nel tritacarne per una vignetta sul Covid e dopo aver giustamente richiesto rose allargate agli Europei, ha capito la lezione ed ora parla con la gente e per la gente. «Speriamo che, prima dell'Olimpico, riapra il Paese: per tutte le persone che hanno sofferto e con problemi». Il pallone serve anche a questo: a sponsorizzare sentimento e speranze. Basta saperlo fare con garbo. Quando il ct disse «Lo sport è un diritto quanto istruzione e lavoro», ci fu maretta polemica e politica. Ora ha rilanciato la palla nell'altro campo. Basta un colpo di tacco per cambiare faccia ad una partita.