Effetto virus sulle finali Uefa. Atletico, vigilia nella "bolla"

Rinforzate le misure di sicurezza nel centro di Seixal dove i Colchoneros hanno preparato la sfida col Lipsia

Ora che in Portogallo è appena scattata la fase finale della Champions e in Germania siamo a tre gare dal traguardo dell'Europa League, l'Uefa teme l'effetto Covid in arrivo dalla Spagna. Tanto che pure il presidente Ceferin e il segretario generale Theodoridis saranno testati due giorni prima delle finali in modo da poter avvicinarsi ai protagonisti delle sfide per consegnare i trofei.

A fine luglio il primo campanello d'allarme era suonato a Siviglia: il calciatore Gudelj positivo a una settimana dalla sfida con la Roma, poi andata in scena regolarmente e senza strascichi. Il gruppo di Lopetegui è sotto controllo, domenica giocherà regolarmente a Colonia la semifinale di Europa League. Così l'attenzione si è spostata su Lisbona, diventata la capitale della Coppa dalle grandi orecchie: prima i due casi dell'Atletico Madrid (Correa e Vrsaljko, subito isolati e messi in quarantena come previsto dal protocollo) che hanno messo a rischio la sfida di stasera con il Lipsia, ora quello del Barcellona - Todibo, in campo contro l'Inter nella gara del girone - che era in ritiro prestagionale con altri otto giocatori e non è finito in contatto con il gruppo in partenza per il Portogallo (giocherà domani contro il Bayern).

I Colchoneros di Simeone, che hanno dovuti ritardare di un giorno la partenza per Lisbona per svolgere nuovi test al gruppo squadra, stanno vivendo in una «bolla» il ritiro della vigilia. Rinforzate le misure di sicurezza nel centro tecnico di Seixal del Benfica, quartier generale dei madridisti. Per evitare contatti tra i calciatori dell'Atletico e quelli portoghesi, che hanno ripreso il lavoro lunedì in vista del prossimo campionato, sono stati preparati percorsi diversi all'interno della struttura. L'Uefa tiene sotto controllo la situazione, 25 (compresi i 4 giovani dell'Academy) i calciatori convocati dal Cholo per il quarto di finale con il Lipsia, secondo il protocollo Uefa ne servono 13, dodici più un portiere, per presentarsi in campo. L'Atletico punta a raggiungere la terza finale in sette anni dopo aver eliminato i campioni in carica del Liverpool nell'ultima gara europea pre-Covid. Di sicuro questa vigilia «agitata» ha sconvolto i piani di preparazione alla sfida di Simeone, che troverà di fronte un avversario ostico come il Lipsia. La sorpresa maggiore delle otto finaliste, terzo nell'ultima Bundesliga ma ormai orfano della sua stella Werner, ceduto a suon di quattrini al Chelsea, 34 reti in questa tormentata stagione.

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