Euro 2016, Italia: la forza è il grande gruppo costruito da Conte

La forza dell'Italia di Conte è il grande gruppo: da Buffon, a Barzagli da Bonucci a Pellè, fino ad arrivare ai gregari Giaccherini e Parolo, tutti sono utili alla causa azzurra

Antonio Conte ha compiuto un vero e proprio capolavoro: la sua Italia è stata bella, pratica e grintosa e si è qualificata, contro ogni pronostico, ai quarti di finale ad Euro 2016 dove ora affronterà la Germania di Loew. Oggi tutti e 14 i calciatori chiamati in causa dal tecnico leccese hanno risposto presente, autori di una prova di carattere, sempre sul pezzo e concentrati per oltre 90 minuti. Il capitano, Gianluigi Buffon è stato sollecitato soprattutto nell’ultimo quarto d’ora ed ha sbarrato la porta a Iniesta e Piqué. Il trio difensivo composto da Barzagli-Bonucci e Chiellini non ha concesso praticamente nulla agli attaccanti spagnoli e Chiellini si è tolto anche la soddisfazione di portare in vantaggio gli azzurri con un gol da rapace d’area di rigore.

Il centrocampo, poi, è stato quasi perfetto con due gregari come Parolo e Giaccherini che hanno corso e lottato per tutta la partita. I due calciatori, entrambi classe 85, non si sono affatto risparmiati né in fase difensiva che in fase propositiva e sono due delle grandi sorprese dell’Italia. Che dire poi degli esterni Florenzi e De Sciglio che hanno aiutato i tre difensori e si sono fatti vedere spesso in avanti limitando le incursioni di calciatori del calibro di Silva, Iniesta e Fabregas. De Rossi piazzato davanti alla difesa si è battuto come un leone e ha giocato per 54 minuti salvo poi lasciare il campo per Thiago Motta che ha dato il suo contributo ma ha rimediato un giallo che gli farà saltare il quarto di finale contro la Germania. In attacco funziona a meraviglia l’intesa tra Pellè ed Eder: il primo ha giocato di sponda, è stato pericoloso sulle palle inattive e ha mandato diverse volte il compagno che fa della velocità il suo punto di forza. L’attaccante dell’Inter è stato determinante sul gol dell’1-0 e ha sfiorato in più di una circostanza la rete del raddoppio. Anche Darmian, subentrato a Florenzi, e Insigne, che ha preso il posto di Eder, si sono ben comportati e sono entrati nell’azione del 2-0 di Pellè. Nonostante le tante assenze, Marchisio e Verratti su tutti, l'Italia di Conte ha dimostrato di avere carattere, un'identità ben precisa ma anche tanto cuore e qualità. Non solo una nazionale operaia, dunque, che ora vuole continuare a far sognare i tifosi un po' come l'Italia di Lippi al Mondiale del 2006.