Fede nella storia accanto a Deborah

Brignone come la Compagnoni a quota 16. L'ex regina: "Mi supererà"

Fede nella storia accanto a Deborah

All'urlo di gioia e liberazione di Federica Brignone, tornata alla vittoria dopo un periodo difficile, fanno eco quelli di dolore e disperazione di Kajsa Lie e Rosina Schneeberger, volate in pista e poi in elicottero verso un futuro incerto visti i gravi infortuni alle gambe. Difficile gioire davvero per Federica sapendo che una delle sue migliori amiche del circuito, la norvegese Lie, sta soffrendo, ma da sempre lo sci è anche questo e come ha detto ieri Michelle Gisin, «se ogni volta che usciamo dal cancelletto pensassimo a quello che rischiamo, dovremmo smettere di fare le gare».

Il superG della Val di Fassa passa quindi in archivio con la sedicesima vittoria in coppa di Federica, una vittoria attesa come solo la prima della carriera nel 2015, perché da allora non era mai passato più di un anno per la successiva. Un anno difficile per lei, sembra assurdo visto che il 2020 è stato il più trionfale della sua carriera, ma proprio per questo Fede aveva cominciato la nuova stagione con troppe aspettative: voleva dimostrare a tutti, e soprattutto a se stessa, di poter vincere ancora, anzi di più. La rincorsa è stata lunga e faticosa, nei primi quattro mesi di coppa sono arrivati podi ma anche cadute, poi le delusioni in serie ai Mondiali e le critiche per parole sacrosante, ma viste solo come polemiche. Nell'ombra c'era anche quel numero 16, come le vittorie in coppa del mondo di Deborah Compagnoni, record assoluto per una sciatrice italiana, che ieri è stato eguagliato. Curioso il fatto che nello stesso giorno Fede abbia eguagliato anche i podi di Debby, 44, ma va ricordato che quanto a medaglie olimpiche e mondiali il confronto non si pone nemmeno, Deborah sta su un altro pianeta. Le due si stimano a vicenda, da sempre, e ieri, mentre camminava sulla neve con le ciaspole, la Compagnoni ha inviato alla stampa queste parole: «Sono felice per Federica, merita come poche altre questa vittoria, ancora più bella perché conquistata in Italia. Mi ha raggiunta e sono sicura che mi supererà, adesso le auguro solo di riuscire a organizzarsi bene per le prossime stagioni, è una delle poche vere polivalenti del circuito e credo possa ancora puntare alla coppa generale». Che per quest'anno sarà un affare fra Gut Behrami e Vlhova, con la svizzera già sicura del trofeo di superG: il 2° posto di ieri, prima sconfitta nelle ultime 5 gare, basta per il meritato titolo di numero 1 della stagione.

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