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Federico "supereroe" chiude la carriera con un'altra medaglia. E ora testimone a Elia

Pellegrino saluta col quarto podio olimpico. Ma con Barp il futuro azzurro è già scritto

Federico "supereroe" chiude la carriera con un'altra medaglia. E ora testimone a Elia
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Tesero Superpippo olimpionico esiste e si dedica completamente al fondo: dallo sprint a tutte le altre distanze non c'è nessuno che gli resiste, e bisogna farsene una ragione. Dietro a Johannes Klaebo c'è però un supereroe azzurro, perché altro non può essere Federico Pellegrino, che chiude la carriera con un bronzo (il secondo dopo la staffetta) che vale oro, alla sua quarta e definitiva olimpiade e dopo un titolo mondiale (nel 2017). Nella 50 chilometri di sabato è in dubbio per un dolore al braccio, ma che importa: l'abbraccio sul podio è quello di tutta l'Italia.

Insomma che festa a Tesero, baciata da un sole caldo e dall'entusiasmo che una gara come la Team Sprint può regalare. E la bella notizia è anche Elia Barp, che a 26 anni raccoglie il testimone dal campione valdostano con una prestazione super. Il dinamico duo italiano ha cominciato con una qualificazione tranquilla, mentre Klaebo scaldava gli sci sfrecciando sulla neve come fosse una scampagnata. Poi la finale: sei giri a perdifiato su un tracciato di circa tre minuti, con i due atleti del team che si alternano e un continuo saliscendi. Barp parte bene per lanciare Pellegrino, e il tandem funziona alla perfezione. E quando Klaebo nel finale si stacca nell'ultima salita, gli azzurri hanno le energie per sfruttare la scia del gruppo medaglia: oro Norvegia, argento Usa, bronzo meraviglioso.

La felicità dunque è una coppia che si passa il testimone: Pellegrino era un giovane fenomeno a Sochi 2014 e finisce ora fantastico da padre di famiglia; Barp esce al suo esordio con due bronzi e un esempio da seguire. E soprattutto con la conferma che il suo cuore matto nel 2025 ebbe un aritmia cardiaca sistemata con una piccola operazione ora batte il tempo giusto. "Una medaglia in un evento a squadre era il nostro grande obiettivo dirà poi Federico -, il bottino è addirittura raddoppiato. Per il primo bronzo ho pianto di emozione nel finale, per il secondo meno: ero troppo stanco. E il pubblico ci ha dato una marcia in più ogni giorno". Soprattutto a Elia: "È stata la mia migliore giornata sugli sci: facevo quello che volevo, dando cambi tranquilli a Federico. Lui è stato un idolo, poi compagno di camera: è un fenomeno. Con Davide Graz e Martino Carollo in staffetta abbiamo dimostrato di esserci. Siamo giovani, il futuro è tutto da scrivere".

Anche quello immediato di Klaebo, che poi la differenza che c'è nel medagliere tra la

Norvegia e l'Italia: dei 15 ori del suo Paese lui ne ha vinti cinque da solo, ed ora punta a record nella distanza più lunga da fare sugli sci. Agli avversari potrebbero restare solo le briciole. O meglio, qualche nocciolina.

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