Domani, durante l'assemblea della Lega serie A che si terrà a Milano, conosceremo il primo pubblico orientamento sul conto di Giovanni Malagò, candidato dalla maggioranza dei club alla prossima presidenza della figc. Non è ancora stabilita la conta dei voti, più probabile una sorta di dibattito in preparazione dell'appuntamento del 13 maggio, giorno dedicato alla finale di coppa Italia, durante il quale bisognerà scoprire ufficialmente le carte. Si sa che nel merito Lotito più qualche altro club (Udinese) non sono favorevoli a Malagò e anzi il presidente della Lazio è tra i pochi a lavorare per l'arrivo di un commissario che stabilisca una frattura con la gestione Gravina. In queste ore, per conto di Malagò, sono all'opera trattative serrate al fine di costruire una maggioranza solida capace di superare l'appuntamento del 22 giugno. A dare una mano può intervenire, a fari spenti, proprio Gabriele Gravina, l'unico in grado di procurare -in forza degli accordi della passata legislatura- i voti di sindacato calciatori e sindacato allenatori.
In questo caso, percentuali alla mano, con la partecipazione della Lega pro guidata da Matteo Marani (totale 60%), la coalizione sarebbe in grado di eleggere il numero uno del calcio italiano senza far ricorso alla lega dilettanti di Abete destinata all'opposizione. A cementare la nuova alleanza tenuta in piedi soprattutto grazie al pericolo scongiurato di un commissariamento, secondo talune indiscrezioni, sarebbero intervenute alcune intese.
Nel dettaglio riguarderebbero il ruolo di presidente del comitato organizzatore di euro 2032 (da lasciare a Gravina che è vice-presidente vicario dell'Uefa) e la nomina a segretario generale della figc di Giancarlo Viglione, noto avvocato cassazionista, difensore di Gravina in un procedimento penale, responsabile dell'ufficio legislativo della figc e autore del codice di giustizia sportiva, peraltro molto gradito allo stesso Marotta perché di conclamata simpatia interista.