Fratelli Tamberi, dal più bello al più in alto

Gianluca Tamberi ci perdonerà, parliamo tanto anche di lui solo perchè il fratello Gianmarco va in vacanza a Barcellona eed evita ogni intervista. «Vado con la mia fidanzata Chiara - confessa il neoprimatista italiano del salto in alto - e con 13 amici. Loro stanno una decina di giorni, io solo tre, giusto per staccare un attimo». I due fratelli marchigiani sono molto spiritosi e il loro mondo è a testa in giù, come un salto di Gianmarco, issato a 2,37. Ha la terza misura mondiale stagionale, è da medaglia a Pechino e sta meglio dell'ucraino Bogdan Bondarenko, più volte vicino al record del cubano Sotomayor.

Gianluca non è un semplice fratello d'arte (è maggiore, 25 contro 23 anni), come giavellottista è stato terzo agli ultimi campionati italiani e in passato azzurro in coppa Europa. In realtà, è un numero uno per bellezza, al punto che tre anni fa venne proclamato Mister Italia 2012. Tamberi senior ha così avuto modo di recitare in “Don Matteo”, la popolarissima fiction con Terence Hill e Nino Frassica, in onda da anni su Rai 1. «Intepretavo un giovane accusato dell'omicidio della sua ragazza. Poi collaborai all'indagine».

Qui si presta a raccontarci Gianmarco, Fiamma gialla che brucia gli avversari. Sono di Ancona, figli di Marco, 58enne già primatista nazionale dell'alto e ora editore di riviste da ricamo, a partire da "Profilo". «Anche mamma Sabrina, 50enne, vantava un buon 5,98 nel salto in lungo, oggi fa l'insegnante di ginnastica. Nonno Bruno, invece, nel 1939 saltava 1,86…».

Tre anni fa, Gianmarco fu 5° agli Europei di Helsinki. Con 2,34 aveva il record italiano assieme a Marco Fassinotti, caratterialmente agli antipodi, ma domenica a Eberstadt si è smarcato, migliorandolo due volte: 2,35 al 3° tentativo e poi 2,37. Per librarsi lassù neanche ci sono trucchi, non basta incipriarsi come fa Gianluca prima delle riprese. Tamberi junior si avvia a diventare una stella dello sport italiano. Dovesse salire sul podio in Cina a fine mese, eguaglierebbe forse l'audience di Don Matteo…

«Fisicamente siamo molto diversi - conferma Gianluca -, mio fratello è uno e 93 per 75 chili, io uno e 88 per 90. Da piccolo ero grassottello, ho provato il salto ma non faceva per me. Entrambi iniziammo con papà...». Giocavano entrambi a pallacanestro, nella Robur Osimo, sino a 16 anni. «Gianmarco piace alla gente per il carattere. Coinvolge il pubblico, intrattiene e svecchia l'atletica. Lui lascia sempre un'impronta divertente. Tre anni fa strappò il pass per Londra all'ultima gara utile, stabilì il personale di 2,31 ai campionati italiani. Si tolse le scarpe e provò scalzo il record del mondo…».

Gianluca ha baffi sottili, da siciliano. «Due anni fa ho terminato l'accademia di recitazione, a Roma. Faccio la spola con Ancona, mi alleno e, se concilia, faccio l'attore, ispirandomi a Brian Cranston (Breaking Bad). In pedana Zelezny è inarrivabile e allora ho come modello Thorkildsen, il norvegese». I Tamberi studiano economia. E pure da personaggi.

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