Galliani: "Vedrete, il futuro sarà come il passato"

Così l'ad uscente sul Milan che verrà. E da Coverciano Romagnoli conferma: «Noi gran progetto»

Galliani: "Vedrete, il futuro sarà come il passato"

Milano Un'occasione, quella del 34esimo Festival del cinema e della televisione sportiva, per commemorare due personaggi indimenticabili come Bud Spencer e Pietro Mennea. A loro sono infatti dedicati gli Sport Movies & Tv 2016 presentati ieri a Milano. Questo evento è stato il pretesto per premiare Adriano Galliani (così come Dan Peterson e il nostro Filippo Grassia) con la Guirlande d'Honneur', massimo riconoscimento assegnato a personalità del mondo dello sport, per l'impegno nella comunicazione sportiva e nella diffusione dei valori dello sport. L'ad del Milan si è detto «onorato» di questo tributo, perché nella Ficts, la Federazione internazionale cinema, televisione e sport, rientrano «tre tappe svolte nella mia vita professionale». E alla fine ci ha tenuto a ribadire come «il premio sia il più ambito e il più gradito per la conclusione dei miei trent'anni di Milan. Sono felice».

Insomma, un discorso sincero in cui Adriano Galliani è conscio che oramai è arrivato il tempo di voltare pagina. «I dirigenti cambiano, ma la casacca rossonera rimane» dice, perché certi amori, così grandi, restano all'infinito. Un film da abbinare alla mia carriera? Momenti di gloria» risponde Adriano. Sono tanti, i momenti di gloria trascorsi nel club rossonero. Sicuramente indelebili, ma che sempre di più in queste ultime settimane riaffioreranno nella mente dello storico ad del Milan, da cui dovrà separarsi una volta definita la cessione del club ai cinesi. Meglio, comunque, chiudere con un altro trofeo. «Spero di vincere la supercoppa contro la Juve il 23 dicembre». Per chiudere in bellezza, se ce ne fosse bisogno, una carriera da dirigente senza eguali. «Mi piace ricordare che sotto la presidenza Berlusconi abbiamo ottenuto 28 trofei e 16 secondi posti». Sono 45 in totale se si considera la finale con i bianconeri. Mica male.

«L'importante - spiegherà a fine presentazione - è che il Milan cerchi di fare bene in futuro, così come è stato fatto in passato». Di fatti, è in ottica futura che il Milan ormai è proiettato. Come dimostra il numero dei convocati nella Nazionale maggiore e giovanile: ben 15, di certo un vanto per il club rossonero.

«È una cosa bellissima ha rivelato da Coverciano uno delle promesse del Milan, cioè Alessio Romagnoli. «È la dimostrazione che il progetto Berlusconi-Galliani funziona a meraviglia» dice. Poi, un giudizio sull'ultimo arrivato in Nazionale: Lapadula è un giocatore eccezionale. Credetemi, è fortissimo. E su se stesso: L'emozione più grande è stato il mio primo gol in Serie A contro la Roma, più che l'esordio in Nazionale. Sui compagni azzurri: «C'è un gruppo di giovani davvero molto interessante e speriamo che io e Donnarumma possiamo diventare il futuro di questa Nazionale». Galliani stia tranquillo. Le basi per il futuro si vedono eccome.

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