Garcia inguaia la Lazio e ridà speranza al Napoli

Derby sonnifero per un'ora, poi i giallorossi vanno due volte in vantaggio. Decide Yanga Mbiwa A Pioli per il 3° posto serve un punto al San Paolo

Garcia inguaia la Lazio e ridà speranza al Napoli

Roma - Il gol del carneade è una costante del derby capitolino, ma quello che segna il francese Yanga-Mbiwa – difensore voluto fortemente da Garcia - vale almeno 50 milioni di euro, il tesoretto che entra nelle casse della Roma per l'approdo diretto ai gironi di Champions. Chi pensava al “biscotto” rimane deluso: l'esito della stracittadina in riva al Tevere non è quello temuto dai tifosi nel dibattito sui social o quello sperato dalla gran parte degli scommettitori. Anche se De Rossi ammetterà alla fine che a lui «il pareggio non avrebbe fatto schifo perché la Lazio dell'ultimo periodo faceva paura. Ci avrei pensato se loro fossero stati più attendisti, magari avremmo ancora aspettato…». E invece l'ultimo quarto d'ora del derby si accende e alla fine premia i giallorossi, che non vincevano in casa della Lazio dal 2010.

Così la Roma si prende il secondo posto e si scatena negli sfottò post partita. «Stai sempre a parla', ora che te poi inventa'? Game over…», la scritta sulla maglietta “celebrativa” di Totti, uscito dalla contesa dopo un'ora senza rimpianti. «Rigiochiamolo anche domani… senza parole…», il messaggio su quella di Florenzi, che ironizza sullo slittamento della partita voluto da Lotito. La stracittadina è anche questa. La Lazio vince la partita della scenografia (una bella aquila costruita in curva Nord) ma dovrà invece giocarsi l'ultimo posto sul podio nel drammatico spareggio di Napoli domenica prossima, con il rischio in caso di ko di arrivare solo quarta dopo un ottimo cammino nel girone di ritorno.

Il canovaccio del match è chiaro già dalla lettura delle formazioni: per la Roma tridente poco offensivo che comprende Florenzi e Keita preferito a Pjanic in un centrocampo più muscolare, Pioli butta nella mischia anche Biglia e i 4 tenori dell'attacco. Lazio devastante nei primi 10 minuti (tre tiri verso la porta di De Sanctis) ma che poi cade nella trappola tesa da Garcia: la Roma stile catenaccio lascia l'iniziativa ai biancocelesti difendendo in maniera perfetta per almeno un'ora e limitandosi a qualche timida ripartenza. Poi il tecnico francese opera i cambi giusti (Ibarbo e Pjanic) e la squadra giallorossa prende campo, arrivando finalmente dalle parti di Marchetti. Da un'iniziativa del colombiano arriva il gol di Iturbe che si aspettava dalla serata dello Stadium di Torino. «In questa città di commercialisti gli facevano pagare quanto era costato…», l'ironia di De Rossi tra i primi ad abbracciare l'argentino, autore di una stagione al di sotto delle aspettative.

Il pareggio di Djordjevic appena entrato (bravi Felipe Anderson e Klose) sembra riaprire il match, ma la zuccata di Yanga-Mbiwa – che diventa il nuovo eroe per caso del derby – tenuto in gioco da Gentiletti fa esplodere la Sud, ancora in guerra con il patron Pallotta tanto da rinunciare alla classica scenografia. Alla Lazio mancherà alla fine qualche tiro e dribbling, ma per Pioli l'episodio chiave sarà «l'errore sul 2-1, la Roma è stata più brava di noi nella situazione decisiva». «L'ironia prima della partita su arbitraggio e posticipo? Fa parte del gioco per destabilizzare l'avversario, faccio i complimenti a Pioli e alla Lazio», così Garcia dopo che il collega era rimasto deluso dalle sue parole («mi piacerebbe sempre imparare qualcosa dai tecnici che vengono dall'estero e invece si comportano peggio di noi italiani»). Scintille tra i due in sala stampa: gira voce che Pioli avrebbe detto a Garcia «Sei un bugiardo e un piagnone», incassando la replica del francese «Sei un rosicone, non sai perdere». Ma in serata i club smentiscono: nulla del genere, solo uno scambio di vedute.

Alta tensione che va ad aggiungersi a quella purtroppo vista per tutta la giornata fuori dall'Olimpico, dove si sono infiltrati persino una cinquantina di ultras del Wisla Cracovia, notoriamente di estrema destra, ospitati nella curva Nord.

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