Gasp si mette in panca nella super Dea

Il tecnico: "In questa squadra non avrei trovato posto da giocatore"

Nelle casse del Gewiss Stadium, oltre all'inno dell'Atalanta, dovrebbero mettere anche Oh gloria Inmarcesible!, l'inno della Colombia. Sì, perché la Dea vola grazie alle reti dei suoi cafeteros Muriel e Zapata, che le permettono di vincere contro un Parma sempre più allo sbando.

La squadra di Gasperini sembra tornata quella splendida realtà che abbiamo imparato a conoscere e la mancanza di lucidità, dettata anche da alcune crepe nello spogliatoio, pare un lontano ricordo. A confermarlo sono le 8 reti segnate in quattro giorni, che hanno portato in dote sei punti che proiettano la Dea ai piani alti della classifica, dove ormai è di casa.

In questi anni, l'Atalanta del Gasp ha sempre dato il meglio di sé nella seconda parte della stagione e l'impressione è che anche stavolta possa andare così. Dopotutto, se puoi contare su due attaccanti come Muriel e Zapata, le cose si fanno un po' più semplici. Il primo, da titolare o da subentrato, il cartellino lo timbra sempre (5° gol consecutivo), il secondo invece ha ritrovato fiducia e ha segnato 4 gol nelle ultime tre. Oltre ai due sudamericani, anche gli altri compagni di squadra sono in grande condizione: De Roon domina, Ilicic ricama con qualità e Gosens è tornato ad essere travolgente. Solo non si vede il Papu Gomez, ma quello, a meno di clamorosi stravolgimenti, è un capitolo chiuso: la Dea sta dimostrando di poter fare a meno del suo (ex) simbolo.

«Stiamo bene - gongola Gasperini - Affrontiamo le partite con la testa giusta e con la voglia di essere protagonisti che ci era venuta un po' meno. Ora abbiamo in mente solo il campionato e si vede». Il tecnico si gode il momento della sua squadra, nella quale, se tornasse ad essere calciatore, non troverebbe spazio: «Non avrei giocato in questa Atalanta. Sarei stato in panchina, ma ci sono pure adesso...» ha confidato divertito.

Ma per una Dea che ride, c'è un Parma che piange e che si augura di non trovarsi più i nerazzurri di fronte il giorno della Befana: un anno fa, infatti, finì anche peggio, 5 a 0. Quello, però, era il Parma di D'Aversa (tuttora sotto contratto), sempre poco spettacolare ma molto più coriaceo, a differenza di quello attuale. I ducali sono sprofondati in una crisi senza fine di risultati e prestazioni, con Liverani che ha concluso la sua avventura a Parma. «In caso di esonero il rammarico sarà l'assenza di continuità», così l'ormai ex tecnico gialloblù dopo la partita di Bergamo. Domenica non sarà in panchina contro la sua Lazio, D'Aversa ha già accettato di tornare e oggi guiderà il primo allenamento della squadra.

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