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"Gigante addormentato". Cardinale e Pioli svegliano il loro Diavolo

Così l'ha definito il patron. E il tecnico: "Si deve dare di più". Forfait pesanti: Maignan e Theo

"Gigante addormentato". Cardinale e Pioli svegliano il loro Diavolo

Milano. Se il Milan, qui inteso come club reduce dai fasti dell'era berlusconiana, è «un gigante addormentato» (dixit Gerry Cardinale parlando a un forum negli Usa), il team rossonero non ha fin qui soddisfatto completamente Stefano Pioli, il suo leader e la guida tecnica in panchina.

«Abbiamo avuto un inizio buono ma non eccellente» è la sintesi scelta dal tecnico campione d'Italia il quale coltiva ancora rimpianti per il pari di Reggio Emilia con il Sassuolo oltre che per la sconfitta domestica con il Napoli, immeritata nei numeri e per le occasioni costruite. «Un motivo in più per cominciare col piede giusto dopo la sosta» spiega ancora pur riconoscendo la realtà di un turno di campionato giocato quasi a fari spenti perché nessuno può giurare, con il ricongiungimento effettuato 48 ore prima, sullo stato di forma autentico dei numerosi calciatori partiti per le diverse nazionali e rientrati soltanto giovedì. «Come stiamo? Potrò dirlo sabato sera» la risposta di Pioli al quesito più interessante e che inaugura la maratona calcistica che aspetta tutti da qui fino al 13 novembre, 12 partite racchiuse in 44 giorni prima della lunga sosta mondiale (si riprende il 4 gennaio).

La contabilità è presto fatta perché all'appello del Milan mancheranno due esponenti di punta del gruppo, il portiere Maignan e Theo Hernandez più Origi («sta meglio» l'aggiornamento), Florenzi e Ibra che sono ormai assenti stabili e si rivedranno chissà quando. Unico recuperato destinato alla panchina è Ante Rebic. «Lui vorrebbe giocare di più» racconta Pioli ma bisognerebbe segnalare al croato che per farlo dovrebbe tornare a disposizione in modo stabile e non a fasi alterne. Provare per credere. Il gigante addormentato, atteso stasera dall'Empoli deve dunque darsi una sveglia nelle sfide lontano da San Siro la cui tabella di marcia risulta appunto appesantita da due pareggi (il primo a Bergamo, il secondo a Reggio Emilia) più un solo successo (contro la Samp in 10 contro 11), una media nettamente inferiore rispetto al recente passato scandito da una striscia record di vittorie.

In attacco, tanto per cambiare, deve puntare sul ritorno di Leao e la conferma di Giroud («campione in tutto» la definizione di Pioli), reduce da un settembre entusiasmante in fatto di gol con i rossoneri e la Francia, e ieri festeggiato dai tifosi ai cancelli di Milanello per il suo compleanno numero 36. Scontate le scelte di Tatarusanu in porta e Ballò Tourè («una stupidata che non riscuota la mia fiducia» la precisazione di Pioli) nel ruolo di Hernandez, possibile invece l'utilizzo di Pobega a centrocampo. Devono bastare per il viaggio a Empoli dove appare sicura anche la presenza di De Ketelaer («diventerà sicuramente un campione» il pronostico di Pioli) come tre-quartista.

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