Giochi anti immagine. La Toyota in retromarcia su... cinque cerchi

Evento percepito troppo negativamente causa virus, sponsor preoccupati, niente spot della Casa

Giochi anti immagine. La Toyota in retromarcia su... cinque cerchi

Due virgola tre miliardi di euro: questa la cifra spesa per il rinvio di un anno delle Olimpiadi di Tokyo. Cifre note già da tempo e narrativa contabile dei Giochi che impatta su una realtà in cui l'impegno economico è notevolissimo. L'esecutivo nipponico il 12 luglio ha varato il quarto stato di emergenza per Tokyo e altre prefetture e nelle ultime 24 ore nella capitale giapponese c'è stato un incremento di casi positivi pari a 727 e in tutto il Giappone di 3.103. Lo scetticismo dell'opinione pubblica, non a caso, ha percentuali rilevanti: il 68% dei giapponesi dubita che le Olimpiadi possano svolgersi in sicurezza e solo il 21% ritiene che potranno essere «sicure e protette». Questa riluttanza ha messo in difficoltà molte aziende nipponiche che, avendo investito milioni (sono una sessantina, ciascuna ha messo sul piatto olimpico oltre 130 milioni di dollari), ora temono ripercussioni. E molte, non solo locali, hanno profondamente rivisto tutti i propri eventi, un tempo fulcro delle due settimane olimpiche. A questo, si è aggiunto ieri il clamoroso passo indietro di uno dei principali partner dei Giochi, ovvero Toyota (nella foto la sede in Giappone). La casa automobilistica del Sol Levante, primo costruttore al mondo che nel 2015 ha sottoscritto un accordo di 8 anni per quasi 1 miliardo di dollari, ha annunciato che non intende trasmettere video pubblicitari in Giappone durante la competizione olimpica e comunicato che il suo presidente, Akio Toyoda, non parteciperà alla cerimonia di apertura in programma questo venerdì. La decisione consegue al desiderio di non vedere il proprio marchio associato ad un evento percepito negativamente dai giapponesi, in considerazione dell'alto livello di contrarietà citato e dei rischi legati al Coronavirus.

«Ci sono molti problemi con queste Olimpiadi che si stanno rivelando difficili da comprendere», le parole del Chief Communications Officer di Toyota, Jun Nagata che ha sottolineato come la produzione di una serie di filmati preparati per l'occasione mal si conciliava con le criticità del contesto pandemico. Nagata ha comunque precisato che Toyota continuerà a sostenere tutti gli sportivi coinvolti nelle Olimpiadi (200 gli atleti nipponici sponsorizzati) e fornirà regolarmente le proprie vetture ecologiche durante l'organizzazione della manifestazione.

Uno schiaffo in un background in cui, nella bolla olimpica, il conto dei positivi è salito a 58 fra le circa 20mila persone arrivate in Giappone dal 1° luglio. Tra i nuovi contagiati dal Covid c'è un cronista italiano free lance, che ha viaggiato su un volo, partito da Roma Fiumicino, a bordo del quale c'era un'ampia delegazione azzurra, che non rischia l'isolamento a quanto pare (la nazionale di basket, Simona Quadarella, Vincenzo Nibali alcuni dei nomi). Salgono anche i positivi all'interno del Villaggio Olimpico. Ai due calciatori sudafricani, si è aggiunto il ceco Ondej Perui, giocatore di beach volley, portando il conto a 3 tra gli atleti e a 4 il totale.