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È il giorno delle regine e Fede sarà in pista. Un poker azzurro all'attacco della Vonn

La Brignone dice sì, Goggia frena: "Mi manca un 20%"

È il giorno delle regine e Fede sarà in pista. Un poker azzurro all'attacco della Vonn
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Da queste parti le chiamano Anguane. Sono bellissime, ma sono anche donne serpenti. At large, sulle Dolomiti le più magnanime che la leggenda ricordi sono Similde o Dolasilla. Facevano disperare anche i re con le loro fughe fra le crode dei Monti Pallidi. Oggi, ai piedi delle Tofane, con la discesa che assegna già la medaglia più ambita dello sci alpino (Rai 2 ed Eurosport alle 11.30), la genealogia potrebbe aggiornarsi di nuovi nomi. Lindsey, Fede, Sofi. Nomi fascinosi, più moderni, innocui pure, ma solo in apparenza.

A Cortina D'Ampezzo non è solo la nebbia che si taglia col coltello. L'ultima prova viene ritardata e poi sospesa e chi è sceso affina gli artigli o si lecca le ferite di qualche dosso preso con troppa sicurezza. Oggi è il giorno delle regine e quelle contemporanee e sportive non stanno a filare dietro alla finestra, in attesa di un momento di attenzione. Se lo vanno, semmai, a prendere. La folla sta arrivando nella Conca: accolta da ruspe zelanti, lavori in corso, i cartelli che ricordano che sì, questo è il Cadore e la patria di Tiziano. Chissà che podio avrebbe dipinto con le sue tinte potenti. Oggi si saprà quello deciso dai Cinque cerchi di Giochi che si fanno serissimi.

L'Italia schiera un poker da sogno: Sofia Goggia, Laura Pirovano, Nicol Delago e Federica Brignone che ha confermato ieri all'ora del té, la sua voglia di provare a difendere quel titolo che ne fa già la regina in carica di discesa. Goggia difende un oro ed un argento olimpico e sta cercando la quadra con la pista del cuore: allo choc del primo giorno, per alcuni segmenti più ostici del solito, è seguito quello del secondo. Dopo la Scarpadon SuperSofi ha avvicinato le reti con uno zoom che nessuno avrebbe voluto vedere, ma minimizza: "Devo sistemare il 20% dei passaggi". Pirovano e Delago sono tanta speranza tutte insieme e anche qualche conto in sospeso col destino che le ha spesso accompagnate ad accarezzare il podio per poi fregarle vista traguardo. Poi ci sarà lei, la snowqueen che ha puntato tutto sul minuto largo di gara di oggi. Solo dopo sceglierà che vita avere e come diventare grande. È tornata a 41 anni per chiudere i conti. L'hanno criticata lo scorso anno e ha risposto vincendo.

L'hanno punzecchiata in queste ore, ipotizzando che il legamento esploso 6 giorni fa, non possa essere così malmesso dopo un sontuoso terzo tempo in prova. Lei ha sorriso di nuovo, scosso i lunghi capelli biondi e salutato. "See you tomorrow". Tremate, tremate, le ragazze son tornate.

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