Il Giro dà lezione al Tour. Ma è quello delle donne

Ruini, il patron: "I manager francesi da noi. Vogliono rilanciare la loro corsa nel 2022"

Il Giro dà lezione al Tour. Ma è quello delle donne

E i francesi non stanno a guardare, anzi. Vengono a vedere, a toccare con mano, a capire quello che Roberto Ruini e la sua PMG Sport/Starlight sono riusciti a mettere in scena quest'anno per la prima volta. Il Tour viene a studiare il Giro d'Italia Donne, in attesa di rilanciare anche loro il prossimo anno il Tour de France femmes (dal 24 al 31 luglio, ndr), organizzato fino al 2009, e vinto nella storia due volte dalla mammina volante Maria Canins (1985 e 1986) e per tre volte dalla pantanina Fabiana Luperini (1995, 1996 e '97).

I francesi si muovono e vengono a vedere per toccare con mano. Saranno anche il punto di riferimento del ciclismo mondiale con il loro Tour de France, la Parigi-Nizza, la Roubaix, la Freccia e la Liegi, e per questo potrebbero guardare tutti dall'alto in basso, invece l'ASO (Amaury Sport Organisation) - l'ente più potente al mondo in materia di organizzazione di corse ciclistiche - non sottovaluta l'avversario, in questo caso noi italiani, i cugini dirimpettai. «È stato qui come nostro ospite, mercoledì scorso, Baptiste Kern (business development director di Aso), che ha seguito con me la tappa di Colico ci racconta Roberto Ruini, fondatore di PMG Sport e direttore generale del Giro d'Italia Donne -. È venuto a conoscere la nostra realtà, a capire quello che stiamo facendo e come l'abbiamo messo in opera, ma è stata anche l'occasione per un confronto franco e costruttivo tra due realtà molto diverse che però hanno a cuore il movimento delle donne». E ora? «Ora che siamo conosciuti proseguiranno i nostri contatti: prossimo appuntamento? Mi ha invitato a Parigi il 18 luglio prossimo per assistere al gran finale sui Campi Elisi dell'edizione maschile», rivela Ruini, prima di trincerarsi in uno stretto riserbo su quello che c'è in atto con i cugini d'Oltralpe.

Domani, intanto, il Giro d'Italia Donne taglierà il traguardo a Cormons con l'iridata olandese Anna van der Breggen lanciata verso il successo finale, anche se per Ruini la cosa che più conta è aver in ogni caso riportato questa corsa nel salotto buono del ciclismo mondiale. «È chiaro che da domani sera incomincerà tutta una serie di valutazioni ci spiega -. Una cosa però è chiara: la forza del Giro d'Italia Donne è dimostrata dall'interesse ampissimo che abbiamo ricevuto dalle tv e realtà digitali di tutto il mondo. Già oggi posso confermare che è stata l'edizione (quest'anno la 32ª, ndr) più vista di sempre». Ecco la ragione per cui i francesi hanno deciso di fare un giro al Giro.

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