Gnabry, figlio del vento che ha scelto il calcio

A 21 anni debutto in nazionale con tripletta, Bolt è il suo idolo e ha 10''13 sui 100 metri

Gnabry, figlio del vento che ha scelto il calcio

«Corri ragazzo corri!» verrebbe da dire prendendo in prestito il titolo del film di Pepe Danquart. In effetti il 21enne Serge Gnabry è davvero un fulmine di guerra, nella corsa, così come nel bruciare le tappe di una carriera che si preannuncia densa di soddisfazioni. D'accordo, spezzare le reni al derelitto San Marino può sembrare sulla carta facile almeno quanto bere un bicchiere d'acqua, ma trovare per tre volte la via del gol alla prima apparizione con la maglia della nazionale era accaduto in passato soltanto a Dieter Müller nel 1976.

Tra i corsi e ricorsi storici, e gli accostamenti più o meno calzanti, resta la sostanza di un calciatore di alto profilo tecnico che si aggiunge alla collezione multietnica della Mannschaft di Joachim Löw. Di madre tedesca e padre originario della Costa d'Avorio, Serge ha iniziato a tirare calci al pallone nel minuscolo Weissach di Stoccarda, ma in parallelo non ha mai trascurato l'altra passione sportiva, quella per l'atletica leggera. «Oggi mi diverto a correre in pista con Diagne, Selassie e Kruse i miei compagni nel Werder - racconta - ma fino al 2011 davvero non sapevo per che cosa optare». Poi è arrivato l'Arsenal, risolvendo la questione con un trasferimento a Londra per 100mila euro, ma per parecchio tempo Serge si è sentito in ostaggio di un personale di 10 secondi e 13 centesimi sui cento metri, un risultato, tanto per far comprendere di che cosa si sta parlando, raccolto dall'americano Justin Gatlin (argento in finale) nelle batterie olimpiche. «A dire il vero il mio idolo era Bolt - racconta ai cronisti - mi sono innamorato delle corse ammirandolo da bambino in tv». Nel calcio invece il giovane di origini ivoriane è un esterno sinistro che può giocare da seconda punta. I media tedeschi sono alla caccia di paragoni, ma lui ci tiene a sottolineare che «sono io e basta», e al massimo «se raccogliessi il 10 per cento dei successi di Drogba, davvero potrei sentirmi realizzato».

In Germania, come del resto era prevedibile, non si parla che di lui. Löw lo seguiva da tempo, e le prove fornite con la nazionale Olimpica a Rio (argento dietro al Brasile e sei reti in altrettante gare) hanno velocizzato le pratiche di matrimonio con la nazionale campione del mondo in carica. Martedì affronterà gli azzurri a San Siro, dove invece, in attesa di future scelte di Ventura, non ci sarà Balotelli. Diventa quasi naturale trovare punti di convergenza, ma Gnabry preferisce dribblare l'argomento. Conosce super-Mario «per quello che sta facendo di pazzesco a Nizza, di sicuro un giorno ci troveremo in campo. Nessuno dei due ha dimenticato le radici africane». Una volta archiviata la pratica azzurra, sarà la volta della sfida di Bundesliga con l'Eintracht, ma il suo futuro, secondo i rumors, potrebbe essere di nuovo a Londra. Pochettino infatti farebbe carte false per averlo al Tottenham, dopo che l'Arsenal non ha saputo valutarlo, regalandolo al Werder.

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