Gol da Pallone d'oro e lezione al calcio

"France Football" l'ha cancellato per virus. Prima volta nella sua storia

Gol da Pallone d'oro e lezione al calcio

La vittoria triste del buonsenso. La prova provata che il calcio non avrebbe dovuto riprendere. Concetto elementare, vista la pandemia, visti i morti, viste priorità infinitamente maggiori, visti protocolli improbabili e circensi pur di far rispettare le regole antivirus. Dovevano essere i francesi a darci e dare all'Europa calcistica questa lezione. Avevano iniziato sospendendo subito la Ligue 1, «siamo stati dei pirla» scriverà L'Equipe tempo dopo in groppa a dubbi e pentimenti, e proseguono ora con la cancellazione del premio più ambito: il Pallone d'oro.

Adesso qualcuno dirà che il nazionalismo sportivo transalpino ha spinto i galletti di France Football a prendere questa decisione perché con la Ligue 1 subito fermata per virus, unica serie fra i maggiori campionati continentali, gente come il predestinato Mbappé non avrebbe potuto partecipare. Sciocchezze. «A circostanze eccezionali corrispondono disposizioni eccezionali. A causa della mancanza di condizioni eque, il premio non verrà assegnato». Questo si legge nella nota di France Football. È la prima volta che accade dal 1956, anno di istituzione del riconoscimento al miglior calciatore dei campionati europei voluto dalla rivista d'Oltralpe ed è la dimostrazione che là dove non ci siano questioni economiche a imporre la linea, e il pallone d'oro, nonostante il pregiato metallo da cui prende il nome, non porta grandi soldi nelle casse, là dove si sia liberi di ragionare solo in chiave sportiva alla fine il buon senso puramente agonistico conduce a prendere ben altre decisioni.

France Football prosegue poi nell'elencazione delle ragioni, tutte condivisibili. «Una stagione così unica non può e non dovrebbe essere trattata come normale...» scrivono, «l'equità alla base del premio non può essere rispettata visto che gli aspiranti al trofeo sarebbero stati giudicati con metri diversi, chi fermato dalla stagione interrotta e chi no...»; ancora, «non si può comparare l'incomparabile... meglio una piccola distorsione che una grande cicatrice nella nostra storia... Una parentesi che non ci incanta» concludono, «ma che sembra la più logica e responsabile e protegge credibilità e legittimità di questo premio...». E qui sta il punto. Nessuno da noi e in diversi altri campionati continentali ha protetto credibilità e legittimità di questo sport e dei suoi risultati. C'era la torta dei diritti tv da continuare a spartirsi e mangiare. Risultato: per dirla con Gattuso dopo Napoli-Udinese, «ora stiamo facendo un altro sport. Questo non è calcio. Giocare ogni tre giorni e senza tifosi è qualcosa di differente, i calciatori non sono robot ed escono fuori risultati strani». Per cui, sì, stavolta il Pallone d'oro sarebbe stato il premio a un altro sport.

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