Il groviglio e la sigla grande: cosa c'è dietro il flop Azzurro

Il lato segreto di Mancini e Jorginho dopo il disastro con la Svizzera e l'Irlanda del Nord

Il groviglio e la sigla grande: cosa c'è dietro il flop Azzurro

ROBERTO MANCINI Dall’analisi della firma di Roberto Mancini emerge un groviglio di pensieri, di convinzioni e di dubbi che lo condizionano sempre quando deve prendere delle decisioni, anche perché vive in lui un forte desiderio di affermazione. La notevole sensibilità e una certa ritrosia di carattere, lo portano a non manifestare facilmente il proprio pensiero, rendendolo enigmatico e impenetrabile, ma anche utilizzando la furbizia rendendolo personaggio piacevole e raffinato. Le sue innegabili capacità di organizzazione lo rendono particolarmente attento a come muoversi, non sempre azzecca le scelte più oculate (vedi sigla grande e sproporzionata). L’ambizione diventa per lui un pregio in quanto lo spinge a cercare di ottenere traguardi importanti, non privi di una certa verve (gesto grande e sottolineatura della firma). Un limite sembra dato dal fatto che può subire simpatie e antipatie verso determinate persone con le quali diventa selettivo. Egli possiede abilità nel gestire i rapporti a seconda delle convenienze etiche e sociali. La forte ambizione, se non saturata, potrebbe creare dell’insofferenza verso tutto e tutti, obbligandolo a cercare “nuovi lidi”.

JORGE LUIZ JORGINHO La firma di Jorge Luiz Jorginho fa emergere l’immagine di una persona non comune specie per quanto riguarda l’orgoglio che lo spinge ad ottenere sempre il meglio e a proporsi come calciatore d’eccellenza, quindi anche competitivo, anche se tutto ciò viene vissuto più come conquista nella professione calcistica che non per un talento innato, del quale peraltro egli sembra dotato. Avendo tale dono nel sangue, Jorginho mette tutto sé stesso in quello che fa, anche se a volte deve fare i conti con la sua impazienza e sensibilità. Infatti, almeno stando alla firma, con quella linea sopra e quella sotto, egli dimostra di aver bisogno di proteggersi e di tutelarsi tanto da presentare cali di rendimento, apparentemente immotivati. Quindi, nell’ottica di un allenatore come Mancini, con quella forte ambizione e con il notevole senso di sé, Jorginho rappresenta un caposaldo all’interno della sua squadra. Sempre che il commissario tecnico della Nazionale sia disposto a proteggerlo come pedina preziosa per il suo stile di gioco.

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