Hamilton e Williams vogliono il Chelsea

Il sette volte campione della Formula Uno e la vincitrice di ben 23 Slam farebbero parte della cordata guidata dall’ex presidente dell’Arsenal Martin Broughton

Lewis Hamilton e Serena Williams vogliono il Chelsea

Lewis Hamilton e Serena Williams si candidano per il dopo Abramovich. Secondo Sky News Londra, il sette volte campione della Formula Uno e la tennista, vincitrice di ben 23 Slam, sarebbero pronti a investire dieci milioni di sterline ciascuno, dodici in euro, nella cordata che si candida a salvare il Chelsea.

I due grandi campioni, dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina, avrebbero mostrato interesse verso lo storico club di Londra. Gli sportivi, da quando il magnate russo, vicino alle posizioni di Putin, avrebbe dovuto lasciare l’Inghilterra, avrebbero seguito da vicino le sorti dei Blues.

L’operazione, però, sarebbe diventata concreta solo quando sir Martin Broughton, ex patron dell’Arsenal e numero uno di British Airways, avrebbe fatto un passo in avanti, mettendos a capo di un pool di imprenditori che aveva come unico compito quello di dare un futuro diverso a uno dei team più blasonati d’Europa.

Un appello che non è passato inosservato al numero uno della Mercedes, così come alla regina del prato. Entrambi avrebbero colto la palla al balzo per inserirsi in un una trattativa, in cui sarebbero coinvolti da oltre due settimane.

Non è comunque la prima volta che i due vip fanno discutere su come investono i propri capitali. Hamilton, ad esempio, era passato alla ribalta per aver investito i propri guadagni in Zapp, società che si occupa di consegnare cibo a domicilio. La tennista Williams, invece, non molto tempo fa aveva messo del denaro in Open-Sponsorship, una start-up inglese che si occupa di promuovere lo sport tra le nuove generazioni, applicando le scoperte della tecnologia.

Per il pilota della Mercedes, la decisione di investire nel Chelsea, però, creerà un dibattito non marginale, dal momento che è stato sempre riconosciuto come tifoso dell’Arsenal. Non si esclude pertanto che l'investimento potrebbe non far piacere ai Gunners, i quali pur comprendendo il bisogno degli avversari, lo avrebbero preferito a capo di un piano di rilancio per una squadra che negli ultimi anni, come dimostrano i risultati, non se la passa benissimo.

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