Hiddink teme Conte e per la sua Olanda ripropone il 4-3-3

Debutto per la nuova italia di Conte, ma anche battesimo per l'Olanda di Hiddink. Per il Santone olandese, alla sua seconda esperienza alla guida della Nazionale orange, ritorno al 4-3-3, secondo la più tradizionale filosofia "arancione"

Da Hiddink parole di stima nei confronti di Conte

Non solo per la nuova Italia targata Conte, ma anche per l'Olanda, arrivata terza al Mondiale, quello di stasera contro gli Azzurri sarà un nuovo inizio.

Perchè è pur vero che il Mondiale ha portato in dote un ottimo piazzamento, ma la Nazionale che si appresta a "battezzare" l'era Conte è ben diversa da quella di Van Gaal: niente 3-5-2 e niente conigli dal cilindro come quello della sostituzione del portiere a fine dei supplementari. Hiddink, infatti, farà giocare l'Olanda con il 4-3-3, vero e proprio marchio di fabbrica del calcio "orange". Il tecnico giramondo ( per lui anche esperienze come selezionatore della nazionale australiana, turca e russa, e le panchine di club quali Psv, Fenerbahce, Valencia, Real madrid, Betis, Chelsea e Anzhi!) mentre ha affermato che l'Olanda ha sempre giocato così e che quindi è normale che si ritorni a questo sistema di gioco, anche se non verranno certo accantonate le buone cose fatta in terra carioca. Se però cambia la filosofia, con un ritorno, se così si può dire, alla normalità per quel che concerne il calcio olandese, non sono cambiati molto gli uomini, visto che al centro del reparto avanzato ci sarà ancora quel Van Persie che dopo un buon avvio di Mondiale si è spento gradualmente, finendo anche al centro delle critiche di alcuni compagni in occasione della semifinale persa con Messi e compagni. Non ci sarà Robben, infortunato, e Hiddink spera che questo porti i giovani ad assumersi qualche responsabilità in più in campo. Per quel che riguarda gli undici iniziali, dovrebbe non esserci Depay, caltro protagonista dell'avventura mondiale degli orange, che entrerà a gara in corso.

Hiddink, che ha avuto parole d'elogio per Conte, da lui definito un vincente, ha detto di aver accettato questo ritorno sulla panchina dell'Olanda per la presenza di una nuova generazione di talenti, che gli ha fatto sentire gli stimoli giusti per gettarsi in questa seconda avventura. Per lui, infatti, già una stagione sulla panchina del suo Paese, nel periodo che va dal 95 al 98', con il quarto posto conquistato ai Mondiali di Francia, dopo una semifinale persa con il Brasile solo dopo i calci di rigore, penalty vera ossessione orange da sempre.

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