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I dubbi di inizio anno e ora la rinascita. Jannik sta tornando

Sinner è il più giovane tennista a vincere i sei più importanti tornei sul cemento

I dubbi di inizio anno e ora la rinascita. Jannik sta tornando
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Incredibile. Lo ha ripetuto più volte Jannik, "è stato incredibile", segno che anche nella sua testa qualche dubbio si era insinuato dopo il ko contro Djokovic agli Australian Open e l'uscita prematura successiva al torneo di Doha. E invece il trionfo a Indian Wells è più di un ennesimo record da segnare nel personalissimo cartellino della carriera (è diventato il più giovane tennista ad aver vinto in tutti i sei più importanti tornei sul cemento), è proprio una specie di rinascita: forse Sinner è tornato ancora più forte. "Nessun mistero: abbiamo lavorato duro", e di questi tempi è una cosa molto italiana, così come lo è anche il fatto di aver mandato subito una dedica a Kimi Antonelli: "Gli ho scritto ed è davvero una cosa bellissima, per il nostro Paese, avere un pilota di un talento incredibile con l'età che ha". Già, "incredibile, possiamo essere molto orgogliosi". Anche del fatto che da ieri abbiamo quattro tennisti nei primi 17 del mondo: a Sinner, Musetti e Cobolli si è aggiunto Darderi.

E allora: doppio 7-6 a un Medvedev che nei giorni prima era stato talmente scatenato da far fuori anche Alcaraz. Ma soprattutto non c'è solo lo 0-4 recuperato nel secondo tie break con sette punti di fila, ma un atteggiamento positivo che ha trasformato gli allenamenti hot nel deserto californiano in un'oasi di tranquillità: è stato un Sinner con il sorriso ritrovato, dentro e fuori dal campo, immagine che ha fatto a pugni con quella di un Carlitos afflitto dal suo numero uno. "È come avere un bersaglio sulla schiena, contro di me giocano tutti al massimo e mi sembra di avere sempre Roger Federer dall'altra parte della rete", si è sfogato lo spagnolo. Con tutto il rispetto, è bastato (si fa per dire) il russo Daniil per metterlo, per questa volta, a nudo.

Il mondo del tennis sembra allora di nuovo ribaltato, e cominciano i calcoli per capire quando Jannik potrebbe tornare in cima al ranking, approfittando del fatto che un anno fa era fermo per l'ormai stranota sospensione. I matematici della classifica parlano di Roma, a lui invece interessa solo far sapere che nella vita e nello sport non ci sono miracoli: "C'è tanto lavoro dietro invece - ha detto dopo il match -. Stiamo lavorando molto bene in tutte le cose in modo molto professionale, e avere questo risultato è una conseguenza del livello a cui sto cercando di essere. Sono ovviamente molto contento, però non dimentico che ora c'è Miami: ci sarà una condizione diversa e si ricomincia un po' da capo.

Mi godo un paio di giorni di riposo, poi però torno a dare il massimo". Una ricetta semplice, in fondo, che però adesso arriva da un italiano che vince. E questo è il punto: tempo fa sarebbe sembrato incredibile, ora davvero non lo è più.

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