I Marquez monopolizzano i mondiali e Rossi 8° ora riflette sul suo futuro

I fratelli in testa a MotoGp e Moto2. Vale: «In fondo ho vinto tanto»

I Marquez monopolizzano i mondiali e Rossi 8° ora riflette sul suo futuro

Nel mondiale che all'improvviso, in una manciata di gare, sta diventando talmente noioso da farci vedere doppio con due Marquez vincenti, due Marquez in testa ai rispettivi campionati, in questo mondiale la frase che su tutto e più di tutto rende la drammaticità sportiva di quanto sta avvenendo è ovviamente firmata dall'uomo architrave del campionato: Valentino Rossi. Dice: «È vero che non vinco da oltre due anni, è vero che avrei potuto ritirarmi dieci anni fa da vincente e campione del mondo in carica, è vero tutto ma con 89 successi in carriera direi che non è un brutto risultato e potrebbe comunque andarmi bene così».

Frase che fa pensare. Come a dire che se questa prima parte di campionato, la sua peggiore di sempre, non dovesse presto cedere passo a podi e soddisfazioni, Vale potrebbe davvero riflettere sul prossimo addio. Pensieri, crucci, stati d'animo emersi chiaramente nel dopo gara di questo Saachsenring che ha noiosamente incoronato Marc Marquez al decimo centro di fila in Germania (superati i 9 in Finlandia di un mito come Giacomo Agostini), dopo che la stessa pista aveva appena issato in vetta al mondiale Moto2 suo fratello Alex, al quarto trionfo nelle ultime cinque gare. L'ottavo posto di Valentino, lontano una vita dal podio, lontano dalle Ducati di Petrucci e Dovizioso, alla fine quarto e quinto e però ormai in procinto di abdicare alla speranza di lottare davvero per il campionato (Marc su Andrea ha un vantaggio di 58 punti), fa riflettere soprattutto lui. «Mi era già capitato con la Ducati di non vincere così a lungo ed è ovvio che mi vengano fatte simili domande quando le cose vanno così» spiega prima di fare il Vale che conosciamo, prima di sorridere e dire «me le faccio anche io, me le sto facendo da dieci anni le domande, figuriamoci adesso...». E allora è davvero un attimo pensare a che cosa sarebbe il motomondo senza Rossi, senza le sue sfide, le sue battute, senza l'ironia tagliente che l'ha sempre caratterizzato, senza l'interesse per un campione diventato simbolo di una competizione come mai accaduto in passato. Neppure con Agostini. Perché ormai Vale sta al motomondo come la Ferrari alla F1. Solo che la Rossa è un'azienda. Rossi un uomo. Rimasto solo con una decisione da prendere.