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La iella perseguita il Napoli: torna a vincere, ma perde il capitano

Di Lorenzo, infortunio al crociato. Conte tuona: "Troppe gare. E il mercato bloccato pur essendo in utile..."

La iella perseguita il Napoli: torna a vincere, ma perde il capitano
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Conte trova un gioiello ma perde il capitàno. Nella vittoria contro la Fiorentina si assiste al copia e incolla dell'ultima di Champions: fin quando ha benzina nelle gambe, il Napoli domina il campo e l'avversario, pur disponendo solo di quattro elementi di movimento, di cui uno (Olivera) costretto a subentrare nel primo tempo per il brutto ko di Di Lorenzo (probabile rottura del crociato): va via dal prato in barella, tra le lacrime, perché atterra male dopo uno stacco aereo. La torsione del ginocchio è tanto evidente quanto dolorosa ma soprattutto preoccupante: può non fare notizia per una squadra decimata dagli infortuni ma Conte è incavolato nero: "Pare sia proprio il crociato ma te lo puoi aspettare quando si giocano settanta partite all'anno: troppe, nessuno vuol capire che così si stanno ammazzando i giocatori e il calcio. E siamo pure i soli ai quali hanno bloccato il mercato pur avendo 240 milioni in cassa, che fenomeni Basta, è meglio che finisco qui".

Ma c'è Vergara che resuscita Napoli, con più voglia e fame degli avversari, inspiegabile per la Viola in difficoltà contro il pressing iniziale dei partenopei e la cosa fa agitare non poco Vanoli in panchina: la chiave è appunto Vergara, favorito dagli spazi che Hojlund riesce a procurare. Conte gli affida la regia del gioco offensivo e il talentino di Frattaminore lo ripaga concedendo il bis dopo il Chelsea: galoppata solitaria e tocco vincente sull'uscita di De Gea per il primo gol in serie A, il secondo di fila dopo quello al Chelsea in Champions. Raddoppio vicino per Hojlund, ci sarebbe un rigore per gli azzurri per mani di Comuzzo ma di questi tempi non se ne parla, quando Di Lorenzo si ferma è come se il Napoli si bloccasse e Meret deve adoperarsi per il miracolo su Gudmundsson dopo il palo di Piccoli.

L'autonomia, intesa come ritmo elevato, è di poco più un'ora, in tempo ad inizio ripresa per andare per la seconda volta in rete con Gutierrez, bel cambio

di passo e sinistro vincente contro un addormentato Gosens, poi c'è il sussulto della Fiorentina, che in ripartenza accorcia con Solomon, troppo poco però per sperare nel pari. Ci vuole di più, molto di più per salvarsi.

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