Inner finalmente sorride in casa sua

2° in superG a 5/100 da Svindal. Primo podio in Gardena: «Lo sentivo»

Maria Rosa Quario

Val Gardena Nel gelo del parterre della Saslong il sorriso di Christof Innerhofer ha scaldato il cuore di tutti gli appassionati. A quasi 34 anni (li compirà lunedì), Inner è salito per la prima volta sul podio nella gara di casa che finora l'aveva sempre respinto e il suo secondo posto nel superG, a soli 5/100 dal re di questa pista Aksel Lund Svindal vale quasi una vittoria. «Se ci ho sperato? A dire il vero no, sognavo il podio e podio è stato, vedere luce verde al traguardo con quel gran vantaggio mi ha dato una gioia immensa, è stato bello vedere tutto il pubblico con le braccia al cielo e sentirne il tifo, ma di questa gara non scorderò mai le sensazioni che ho avuto mentre scendevo, sicuro sugli sci, veloce, sempre in controllo della situazione».

Eppure, quando dopo la ricognizione gli addetti ai lavori avevano commentato il tracciato, Innerhofer non era stato inserito fra i favoriti: troppo dritto il disegno dell'allenatore francese, troppo poche le curve su cui Christof avrebbe potuto fare la differenza e soprattutto neve troppo tenera per uno come lui, sempre sugli spigoli a mordere il terreno con le lamine degli sci. Il nuovo Inner invece sa anche sciare quando sotto i piedi non sente il ghiaccio: «Il lavoro estivo con tante prove di gigante mi ha fatto bene e oggi quando ho fatto la ricognizione del tracciato non ho guardato i tratti dove bisognava fare attenzione, ma al contrario ho studiato con cura quelli in cui potevo guadagnare tempo. Gli atleti scesi prima di me li ho guardati in tv - hanno girato troppo, io ho cercato di raddrizzare le linee. Sapevo però che dopo sarebbero partiti i favoriti, Svindal in questo superG è quasi imbattibile, gli sono arrivato a un soffio e sono felice». Due podi sulle due piste che finora in carriera gli avevano dato meno soddisfazioni (Inner a fine novembre era stato secondo nella discesa di Lake Louise) la dicono lunga sui progressi fatti nei tratti di scorrevolezza e meno tecnici e ora che arriveranno le piste più amate (Bormio a fine anno e le classiche di gennaio) potrà divertirsi.

Ieri anche Svindal lo ha elogiato: «Innerhofer ha fatto una gara fantastica, sapevo che batterlo sarebbe stato difficile, ma io con questa pista ho un feeling davvero speciale: ho vinto sette volte e spero non sia finita qui!». Inutile dire che il norvegese oggi sarà fra i favoriti in discesa, gara in cui Dominik Paris, ieri uscito nel tratto finale, avrà l'occasione di riscattarsi assieme agli altri delusi del superG, austriaci in testa.

Delusione, infine, anche per il tedesco Stefan Luitz che ieri si è visto togliere la vittoria nel gigante di Beaver Creek per aver utilizzato una maschera di ossigeno (vietata) fra la prima e la seconda manche.

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