Inter-Napoli: non resta che l'Europa

Volevano detronizzare la Juve, ora fanno le prove per le Coppe

Un anno fa, era il 30 luglio 2019, quando il computer della Lega di A sfornò il calendario del campionato, l'Inter-Napoli della penultima giornata fu cerchiata in rosso. Doveva essere la sfida tra Conte e Ancelotti e tra due squadre indicate come le più pericolose per detronizzare la Juventus. Le vicende in casa partenopea (l'ammutinamento dei calciatori a novembre e un mese dopo l'esonero del tecnico di Reggiolo, che quindi non fu in panchina nemmeno nella partita di andata, e l'arrivo di Gattuso), gli alterni risultati della truppa nerazzurra (agganciati ai rivali bianconeri fino alla 23ª, con la rimonta vincente sul Milan e grazie ai gol della coppia Lautaro-Lukaku, ma poi distaccati) e soprattutto il Covid e lo stop del torneo hanno cambiato le carte in tavola.

Ecco che l'Inter-Napoli in scena con 73 giorni di ritardo causa Coronavirus sarà solo un allenamento probante in vista degli impegni europei, con un ostacolo spagnolo per entrambe (Getafe il 5 agosto per la squadra di Conte, Barcellona l'8 per quella di Ringhio). I nerazzurri, con l'arrivo dell'ex ct, aveva alzato l'asticella puntando decisamente allo scudetto che manca ormai dal 2010, anno del Triplete con Mourinho. Conte non aveva mai fallito al debutto su un panchina, ma il doppio ko pre-Covid in casa di Lazio e Juve gli è risultato fatale nella corsa al titolo. Come fatale è stata la sconfitta in casa proprio con il Napoli per arrivare a giocarsi la Coppa Italia. Trofeo poi messo in bacheca da Gattuso con la vittoria ai rigori sulla Juve nella notte romana del 17 giugno, che ha assicurato in anticipo un posto nei gironi della prossima Europa League. «Napoli forte, ma in Coppa meritavamo di più noi». L'Inter punta ora a difendere il secondo posto dall'attacco dell'Atalanta, oggi in campo a Parma (e all'ultima scontro diretto). Da Parigi rimbalza la notizia del forfeit di Mbappé nella sfida di Champions tra gli orobici e il Psg.

Con la cura «Ringhio» gli azzurri hanno ridato un senso a una stagione che poteva finire male: da principale antagonista della Juve nelle precedenti stagioni, era invece finita nelle retrovie a causa di un ambiente devastato. Gattuso ha rimesso le cose a posto, anche se il sogno scudetto era già finito da tempo. Stasera va in scena la sfida dei rimpianti: nell'Inter Lautaro, il cui rendimento - complice la corte del Barcellona - è calato vistosamente (due gol nelle ultime 12) dovrebbe lasciare ancora la maglia da titolare a Sanchez (a un passo l'accordo con lo United per la conferma); nel Napoli ampio turnover obbligato.

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