Questa volta non è come nei campionati precedenti. E non può finire con una pacca sulla spalla secondo tradizione. Il numero industriale di sfondoni avvenuti dall'inizio del torneo ha provocato la rivolta dei club che contano in serie A: questa volta l'incendio scaturito è molto pericoloso e per spegnere il quale sono già pronti due appuntamenti. Il primo indetto a Roma nei prossimi giorni servirà a discutere della società professionistica destinata a diventare la nuova casa degli arbitri di serie A e B, progetto al quale tiene molto il presidente Gravina e che riscuote l'approvazione dello stesso Rocchi. Il secondo appuntamento, fissato a Milano per il 23 marzo, con la partecipazione di tutte le 20 società di A e del designatore Gianluca Rocchi, servirà per chiedere alcune profonde modifiche all'attuale gestione. Negli ultimi giorni sono intervenuti con decise stroncature del rendimento degli arbitri prima John Elkann, proprietario della Juve per il famoso caso Bastoni-Kalulu, poi più timidamente il Milan per il gol annullato e poi confermato al Parma, infine ADL presidente del Napoli inviperito per il rigore tolto ai suoi e il gol (buono) del 2 a 0 di Gutierrez cancellato incredibilmente dall'arbitro Chiffi con il var silente. Sul punto, ieri l'inviato di Rocchi, Dino Tommasi, a open var, ha ammesso il grave errore di Bergamo e approvato invece quello di Milan-Parma avendo giudicato legittimo il blocco su Maignan e "un leggero appoggio" quello di Troilo su Bartesaghi. Proprio da questi ultimi episodi prenderà spunto l'agenda dei lavori preparata dal presidente della Lega serie A Ezio Simonelli.
All'ordine del giorno la prima richiesta dei club sarà: uniformità di giudizio. Che vuol dire per esempio: se il blocco di Valenti su Maignan non è da punire, non è da punire mai; se l'appoggio su Bartesaghi è leggero dev'essere leggero sempre e non a seconda dei casi (annullato il gol col Sassuolo). La seconda richiesta da rivolgere a Rocchi poi è l'aggiornamento professionale. E qui viene fuori la prima magagna. Fonti arbitrali hanno infatti fatto sapere che per mancanza di budget (seguito delle note spese liquidate in ritardo) dell'Aia, i famosi incontri per organizzare allenamenti e simulare situazioni, non sono stati più organizzati. La Lega di serie A ha già promesso a Gravina che, da questo punto di vista, è pronta ad assumere l'onere finanziario dell'operazione così da garantire la tranquillità economica del settore. Ma c'è di più. Perché ADL, nel colloquio con Gravina ha chiesto di passare al sistema del var a chiamata (come quello applicato in serie C) e di trasferire la Can sotto l'egida della Lega di Milano come era avvenuto negli anni Ottanta.
Su quest'ultimo punto, il presidente Simonelli non è molto sensibile perché significherebbe trasferire il potere nel suo ufficio mentre invece è decisamente interessato a migliorare il servizio. E qui spunterà l'ultima proposta: partire dalla divisione in fasce dei fischietti in attività per poi procedere al sorteggio.